Quasi non passa giorno senza che le vicende della RAI non mettano a dura prova la fiducia di quella parte degli Italiani ( ancora moltissimi ) che nutrono fiducia nel servizio pubblico radiotelevisivo. Che noi continuiamo a ritenere indispensabile per presidiare alcuni valori e settori: le tradizioni culturali delle molte regioni italiane, la difesa della identità nazionale, il legame con la madrepatria degli Italiani residenti all’estero, il nostro stile di vita, etc.
Per questi valori, per non andare incontro ad una colonizzazione ancora più accentuata da parte dei modelli americani o giapponesi o cinesi o comunque estranei alla nostra storia e alla nostra tradizione, il servizio pubblico radiotelevisivo sarebbe indispensabile.
Ma il servizio pubblico non può essere rappresentato da questa sgangheratissima RAI. E, soprattutto, non può essere terreno di lotta e scambio politico ai livelli che sono stati raggiunti.
Da questo punto di vista la vicenda di Michele Santoro riassume tutte le tappe del degrado raggiunto.
Ci troviamo l’uso a fini di parte del mezzo televisivo portato a livelli di faziosità insopportabili.
Ci troviamo l’imbonimento dei telespettatori realizzato grazie all’immenso potere di suggestione del mezzo. Ci troviamo la caduta di gusto nel profittare personalmente, una volta tanto allo scoperto, visto che Michele è recidivo nel passare all’incasso.
C’è anche la consueta invasione di campo della magistratura, visto che Santoro ha potuto beneficiare di una sentenza che ha stabilito puntigliosamente cosa doveva fare alla RAI e persino a quale ora ( come se si stabilisse per un impiegato comunale non solo il diritto all’assunzione ma anche le pratiche da passargli). C’è ancora, e non da meno, il disprezzo per la cosa pubblica di questo centrodestra: che fa pagare agli Italiani i milioni per il Grande Imbonitore al fine di sgombrare il campo a favore di un conduttore di proprio gradimento.
Di fronte a tutto ciò, fa quasi tenerezza Maria Luisa Busi che lancia il suo grido di dolore ed annuncia che non metterà più il suo bel visino a disposizione del TG1. Non si riconosce più nella linea. La signora, probabilmente, crede davvero di aver assestato un duro colpo e noi speriamo vivamente che non vada a finire, more solito, con un seggio in parlamento.
Ci sono moltissimi italiani che non condividono la linea del TG1, del TG2 o del TG3 e, ciò nonostante continuano a pagare il canone.
La qual cosa consentirà di continuare a pagare il suo stipendio e la lautissima “liquidazione” di Michele Santoro. Sarebbe il caso di non continuare ad approfittare.
P.
RAI: PRENDI I SOLDI E SCAPPA
Ci sono moltissimi italiani che non condividono la linea del TG1, del TG2 o del TG3 e, ciò nonostante continuano a pagare il canone. La qual cosa consentirà di continuare a pagare Lo stipendio DI Maria Luisa Busi e la lautissima “liquidazione” di Michele Santoro. Sarebbe il caso di non continuare ad approfittare. (P.)

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