Già la legge elettorale, la terza in pochi anni, è assolutamente incostituzionale, e con ogni probabilità lo sarà dichiarata, come le precedenti, poco dopo le elezioni: la Corte è l’unico antidoto allo strapotere delle autonominate oligarchie dei partiti, che sicuramente stanno studiando come eliminare quest’ultimo fastidio. D’altra parte il difetto sta nel manico: la Costituzione prevede che il funzionamento di partiti e sindacati sia regolato per legge, così come avviene , per esempio, in Germania. Invece da noi è regolato per colpi di mano.
Ma con queste elezioni succede anche che nessuna lista di candidati è stata discussa e approvata dagli iscritti dei partiti. Intanto i partiti non ci sono più, ci sono solo le oligarchie intorno a un leader, e solo più il PD fa ancora dei congressi. Dove peraltro tutti i dirigenti del partito, a partire da quelli delle sezioni, sono nominati da capi autonominati: ricordate che una ventina di anni fa si discuteva dottamente della “forma partito”? Eccola qua..
Si direbbe però che votando un partito, con le sue liste autonominate, l’elettore indica anche il tipo di governo che vorrebbe, anche se non ne sceglie i nomi. Neanche per idea: cosa succederà dopo le elezioni non lo sa nessuno, siamo affidati al buon senso del Presidente della Repubblica. Per quanto riguarda i partiti, più sono piccoli più proclamano che non intendono andare d’accordo con nessun altro ( è la ridicola storia dei partitini dell’ultrasinistra) . Gli altri sono più sfumati , ma sulle reali intenzioni sussiste il segreto militare.
Da quel che si può capire, i 5 stelle son pronti all’alleanza con la Lega, per farci provare l’impotenza degli ignoranti: ci attende cioè un destino da Venezuela. Siccome se ne vergognano un po’, dicono che in alternativa potrebbero andare con Libertà Eguale, ma non si sa quanti voti prenderanno i nostalgici di D’Alema.
L’alternativa sarebbe un governo “renzusconi”, con un elevatissimo numero di ministri per soddisfare le esigenze dei micropartitini di contorno: ma Renzi non lo può dire, e Berlusconi preferirebbe un governo con Salvini, almeno si sentirebbe il meglio preparato, perchè non parla solo in dialetto…E poi ha rapporti internazionali: è amico di Putin, che è amico di Trump…
Come diceva un poeta toscano, del doman non c’è certezza. Anzi, una certezza c’è, che non sapremo mai chi ha venduto al Monte Paschi i rovinosi derivati per ritardare la scoperta dei suoi incredibili pasticci, e quanto e chi ci ha guadagnato sopra. Ce lo dicono dei magistrati, anch’essi toscani, anzi, senesi…
Claudio Bellavita

Lascia un commento