
Questa destra é cupa. Se qualcuno si azzarda a contrariarla, diventa nervosa e mostra subito la faccia imbronciata, gli occhi che esorbitano, il tono della voce che si alza e le parole che escono rapide, a mitraglia per colpire l’avversario, preferibilmente sul piano personale.
La chiosa finale di questi interventi è più o meno la solita e suona così: noi comunque andremo avanti lo stesso, tireremo dritto, incuranti di chi critica e propone soluzioni diverse o addirittura osa scioperare contro il nostro governo.
Se, come giustamente ha fatto Schlein, decidi di non andare alla festa di Atreju, ritrovo annuale di Fratelli d’Italia, ecco che per Meloni questo diventa immediatamente segno di debolezza e mancanza di coraggio. Però lei se ne frega perché “la manifestazione -dichiara- si svolgerà lo stesso, supereremo”, conclude beffardamente la presidente del consiglio.
Lo sciopero di ieri l’ha fatta preoccupare, ma in nessun modo vuole dare l’impressione di un segno di apertura, di una disponibilità all’ascolto.
Lo sciopero, dice con sprezzo Meloni, era già stato indetto in estate prima della legge di bilancio e quindi non la riguarda, anzi è inutile perché ai problemi delle famiglie a basso reddito ci ha già pensato lei con i suoi provvedimenti.
Modifiche e variazioni durante la discussione in Parlamento non saranno consentite. L’aula si dovrà accontentare di qualche briciola messa a disposizione dei deputati per portare regalini natalizi nei loro collegi, ma il pacco del governo dovrà essere votato così com’è.
La parola d’ordine è una sola, categorica e imperativa per tutti.
Se avanzo seguitemi se indietreggio fucilatemi avrebbe detto il duce, in tempi molto diversi e per nostra fortuna lontani.
Eppure i tic, le reazioni involontarie, i riflessi condizionati di molti esponenti della destra estrema al governo, somigliano molto, sono troppo ispirate, all’armamentario del fascismo.
La cultura, lo stile, il modo di ragionare di quel periodo sembrano trasmesse, da un secolo fa all’oggi, attraverso le diverse forme politiche assunte dall’eredità fascista, il MSI, Alleanza Nazionale e ora Fratelli dItalia, cioè i partiti dentro cui si è formata la classe politica della destra estrema italiana che ora è al governo.
Quell’ideologia, opportunamente aggiornata, si esprime come un mix di liberismo economico e corporativismo, repressione delle diversità e panpenalismo giuridico, insofferenza per i diritti sociali e civili, impazienza malcelata verso i processi di partecipazione democratica, istituzionali e sociali, e infine, la “madre di tutte le riforme”, l’elezione diretta del capo dell’esecutivo, mettere un uomo o una donna al comando dell’Italia e trasformare la democrazia in un’autocrazia elettiva.
Questi contenuti, che si saldano perfettamente ai comportamenti quotidiani, ai tic involontari, dei capi politici di Fratelli d’Italia, costituiscono un discorso politico coerente e proprio per questo efficace e quindi pericoloso che si sviluppa in un background culturale e psicologico del Paese mai definitivamente rimosso.
Le manifestazioni, quella del PD a Roma e quelle sindacali di ieri, hanno avuto una partecipazione molto alta, dimostrando che una parte del popolo italiano non vuole cedere e ha capito che sono in gioco fondamentali valori democratici e costituzionali.
È un buon inizio, ma siamo ancora lontani da una risposta adeguata, da una consapevolezza profonda e generale dei rischi che l’Italia sta correndo.
Soprattutto i partiti all’opposizione, le forze democratiche, dovrebbero sentire su di sé tutta la responsabilità di unirsi per costruire un’alternativa contro il progetto reazionario che minaccia il Paese.
Non è più tempo, se mai lo è stato, di personalismi e di divisioni, di lotte interne per prevalere su questa o l’altra componente o su questo o l’altro partito vicino.
Ieri, generosamente i lavoratori hanno dato inizio alla lotta per sconfiggere il disegno della destra reazionaria erede del fascismo; hanno messo a disposizione la loro intelligenza e anche il loro tempo e il loro denaro per una battaglia democratica decisiva per il futuro dell’Italia come poche altre nella storia della Repubblica.
Benissimo. Ma il tempo stringe.
Enrico Rossi

È più cupa questa sinistra e lei, con i danni fatti in Toscana da decenni.
La via della seta, Conte, che dovrebbe essere processato per tradimento della Patria per aver fatto girare indisturbati per il Paese i militari cosidetti russi. La gestione del Covid, la fatiscenza delle infrastrutture, gli insulsi arcobaleni. Il pacifismo da quattro soldi davanti all’invasore dell’Ucraina, siete intrisi di ipocrisia. I danni per la vostra incapacità sugli ultimi eventi che hanno colpito la piana tra Campi e Pistoia è vostra;
se sono cupi a destra, e c’è da crederlo, voi siete il buio pesto con le vostre evanescenti proposte acchiappa citrulli.