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Quella Cerasa senza nocciolo

di Giuseppe Mele | 31 Gennaio 2018

Claudio Cerasa ha pubblicato la sua intervista a Renzi, più che inginocchiata, in adorazione. Nulla di strano, la tifoseria filoleopoldianrenziana del giovane direttore de Il Foglio è cosa nota.  E’ cosa viscerale, si direbbe, nata coi lombi paterni del Giuseppe, mediano ortodosso del clan de La Repubblica.  Eppure viene il momento di meravigliarsi. E’ proprio il momento di stupirsi soprattutto in queste manciate di settimane elettorali in cui vige il serrar -di-fila. Perché il Foglio è, è percepito, è dato in quota, è un simbolo dello strano e composito centrodestra italiano.

Esattamente come il suo fondatore, quel  G.Ferrara, con cui si identifica e che scelse ormai tre anni fa di lasciare la direzione al Cerasa che dir si voglia. Ed è questo il quesito, il busillis; ma come fa Cerasa ad  essere il direttore de Il Foglio? E come fanno i foglianti a farsi guidare da uno svogliato figliato sfolato come Claudio che dice faglio invece che fallo con eloquio abruzzese,  quand’è invece invero siciliano? Domande da –come fanno i marinai a rimanere veri uomini però–  che confermano la giusta rotta del vicedirettore Giuli e  della squadra tutta, malgrado la strano comandante al timone.

Spesso non i più adatti ricoprono i ruoli consoni. Questo caso però aiuta a far luce sulle difficoltà dei tempi nuovi a farsi strada in un passaggio in cui messaggi antichi dimostrano di non essere affatto pronti all’archivio. Certo che, come Cerasa, anche Ferrara elogia a modo suo il Renzi . Non più di due giorni fa, sempre su Il Foglio, tornando ad una tesi molte volte ribadita dall’elefantino, lo ha ribattezzato Royal Baby, figlio naturale di Berlusconi,  nato fuori dai matrimoni del Cav, disconosciuto e riconosciuto di volta in volta, ma sempre amato. Le convergenze non parallele tra il Cav. e Royal Baby, citate dall’ex piccista russo  e Cia agent Ferrara, craxiano in odore di caccia agli italocomunisti e poi da loro braccato, ha un aspro sapore di cruda e sarcastica vendetta nel seguire il processo storico che vede passo passo, scivolo dopo scivolo, Zelueta, Lilli, Daria, Concita, Eugenio e l’ingegnere accomodarsi sotto  il biscione dell’ex odiato nemico. D’altronde anche Cossiga si battè per D’Alema premier il momento che baffino si era fatto americano e bombardiere invece che bombarolo. Anche il dott. Sottile, che introdusse il Cerasa al Foglio era un esempio della generazione dei Ferraroni , passati da sinistra a destra, alla ricerca della fantasia creativa perduta che è rivoluzionaria.

E Sottile, che peraltro ci ha lasciato anch’egli un giornalista sistemando,  fu comunista dell’antimafia della prima ora, che a forza di esercitare l’impeto della contestazione estremistica al Pci, trovò la libertà comunarda nella destra più anarchica del mondo, quella italiana. Questo è il sottile percorso della leadership di centrodestra che fra alterne vicende ha cannibalizzato l’anniversario, da posizioni radical socialiste e laicorealiste, mentre tutto era contro di lei, il danaro e i vincitori dell’ultima guerra. Che si è divincolato tra mille convergenze non parallele, tra rottamati e indignati, tra baffini e baffoni, tra grilli e padani Questo gruppo che ha attorniato l’ex Cav., chiamandolo Cav. anche quando non lo era più, e che ha messo a frutto la sua straordinaria popolarità televisiva, è ora vecchio e sta sparendo.  Non sa se riuscirà nell’impresa finale di cancellare le radici putridi dello Stato, fondate sul fascioclericalfrontismo e sul banditismo, un coarcervo contrario all’ordinaria governabilità di una minima struttura complessa, altro che uno Stato.

Gli eredi, però, senza il loro percorso storico,  sepolti da cataste di falsi miti e fole da ignoranti, capiscono il gesto e non il modo. Quel che è un caro elogio all’avversario suicida, la prendono per deferenza. D’altronde anche Cerasa Cicerone si battè sempre contro Giulio Cesare; per poi tesserne le lodi ed insieme difenderne gli assassini. Se mai Renzi non fosse più il figlio misconosciuto del Cav. , Cerasa si troverebbe a mal partito senza neanche capire il perché.

Giuseppe Mele

Pubblicato in : #Pensalibero24Tag: anni, berlusconi, cia agent, cicerone, comandante, figlio, giulio cesare, indignati, intervista, la repubblica, leadership, mondo, processo, renzi, repubblica

Info Giuseppe Mele

Studi tra Bologna, Firenze e Mosca.Già attore negli ’80, giornalista dal 1990, blogger dal 2005. Consulente UE dal 1997. Sindacalista della comunicazione, già membro della commissione sociale Ces e del tavolo Cultura Digitale dell’Agid. Creatore della newsletter Contratt@innovazione dal 2010. Direttore di varie testate cartacee e on line politiche e sindacali. Ha scritto Former Russians (in russo), Letture Nansen di San Pietroburgo 2008, Dal telelavoro al Lavoro mobile, Uil 2011, Digital RenzAkt, Leolibri 2016, Renzaurazione 2018, Smartati, Goware 2020,Covid e angoscia, Solfanelli 2021, Il Male assoluto sullo schermo 2022.

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