Se non son strani non li vogliamo. Non parliamo di nuovi politici o vecchi comici e nemmeno di attori riciclati ma di parcheggi e rondò. Anche quelli di ultima generazione fanno impazzire gli automobilisti, persino i più pazienti. Ci sono rotonde che in realtà hanno al forma di un rombo o addirittura di un trapezio e ovviamente è difficile che il traffico scorra come dovrebbe. Ci sono rondò che hanno la dimensione di un francobollo d’asfalto ed è quasi impossibile che un rondò da un metro di raggio possa svolgere la sua missione di smaltimento e fluidificazione del traffico. Prima o poi bisogna dirlo al sindaco di Garda. Ma non sarebbe il solo da avvertire. Il fatto è che i comuni deliberano sulla carta poi tecnici, esperti e società realizzatrici traducono come possono e magari non proprio come la realtà vorrebbe. Succede anche per la segnaletica stradale, orizzontale e verticale. Ce né troppa e a volte pure contraddittoria. Sentivo in una trasmissione radio che un ascoltatore di San Giorgio a Cremano, entroterra Vesuviano di Napoli diceva: “Qui a san Giorgio c’è una via che è senso unico da tutte e due le parti. E’ da un anno che è così. Da dove si deve imboccare?” Sarà vero, non sarà vero, certo ci sono pezzi di strada e rotonde e pure parcheggi che sembrano luoghi da “paperissima”, da gag stradali e pochade teatrali. Ad esempio. Tra Lazise e Garda non è raro che quella successione di rotonde francobollo, tra giugno e settembre, provochino intasamenti da week end da agosto solo perché magari un povero tedesco non sa come affrontare l’improvvisa rotondina, con gli inviti Monte Baldo a destra e lungo lago a sinistra. Che fare? E la rotondina si blocca. E con essa centinaia di turisti. Ma anche città più blasonate non son da meno. Firenze, la mitica e rinascimentale Firenze propone varianti, sottopassi e parcheggi da… televisione. Mitico il recente sottopasso del Ponte della Vittoria, zona Cascine, dove evidentemente per seguire meglio la strada e sbucare in legittima corrispondenza del ponte, sennò si sarebbe finiti in Arno, c’è una discesa/salita piuttosto ripida con annessa curva in pendenza. Sembra di stare sull’ottovolante. Mah. Tutta la zona di Porta a Prato ha avuto modifiche stradali per la tramvia e quindi ci si può consolare solo sfogandosi all’Isolotto. Ma attenti anche lì non è tutto rosa e fiori. Anche i fiorentini annoverano parcheggi bizzarri. Davanti alla Chiesa di San Frediano in Cestello, zona lungarno Soderini, ci sono auto, parcheggio autorizzatissimo, che lambiscono i gradini del tempio. D’estate a Porta San Niccolo’ ci sono auto a muso contro porta. Anche in Piazza del Carmine in certe sere non sai dove passare con la bicicletta. E se esci dal pub strofini paraurti, inevitabilmente. Ma ci sono anche parcheggi organizzati che hanno dell’incredibile proprio come logistica interna. Quello dell’Ospedale di Mantova ad esempio. Per carità in apparenza i posti auto sembrano numerosi e anche l’accessibilità sembra discreta. Ma quando sei dentro e non trovi subito un posto libero cominci un giro tondo, come diceva la nonna, e ti sembra di infilarti in un videogioco con tanto di trabocchetti e vicoli ciechi. Rotondine e stop, segmenti di parcheggio corti e senza uscita: il malcapitato automobilista al quale è sembrato di vedere un posto libero, entra di gran carriera e poi non può che fare marcia indietro magari bloccando tutto il flusso. Rotonde e parcheggi sono robe serie: Certo non si può dimensionare una strada o un parking come se ci fosse sempre la Fiera delle Grazie o la Festa del Redentore. Ma almeno graziateci dei parcheggi a vicolo cieco. Ingranare la retromarcia può far male all’umore e alla macchina.
Fabrizio Binacchi www.virgola1.splinder.com

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