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Quando Pertini rinunciò a 100 milioni…

In tempi in cui si discute di sprechi e costi della politica, riaffiora il gesto dell’ex presidente della repubblica: che rinunciò a riscuotere l’aumento che gli sarebbe spettato per gli ultimi sei mesi del suo mandato. di Giovanni Errera

di Giovanni Errera | 31 Maggio 2007

A proposito del libro di Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella, ben documentato, relativo ai costi della politica, vorrei ricordare un episodio del 1985. Quasi alla fine del mandato di Sandro Pertini, Craxi pensò di far preparare all’allora Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Giuliano Amato un disegno di legge per portare da 30 milioni a 200 milioni di vecchie lire l’assegno personale del Presidente della Repubblica,assegno previsto dall’articolo 84 della Costituzione. L’aumento era giustificato dal fatto che i 30 milioni, fissati nel lontano 1965, in molti casi risultavano essere inferiori agli stipendi dei dirigenti di un certo livello del settore pubblico, ma anche perché in qualche modo si premiava Sandro Pertini con 100 milioni per i meriti acquisiti nel settennio tra i più difficili, se non il più difficile, della storia della Repubblica.I 100 milioni avrebbero rappresentato l’assegno degli ultimi sei mesi del mandato presidenziale.Giuliano Amato preparò il provvedimento legislativo della proposta di Bettino Craxi il cui contenuto era ovviamente condiviso dall’estensore. Pertini fu d’accordo che si aumentasse l’indennità, ma rinunciò orgogliosamente alla parte che gli sarebbe spettata per il semestre del 1985 perché riteneva che i 100 milioni per gli ultimi sei mesi del mandato rappresentassero una pietosa buonuscita e fu su questo punto, come era nel suo carattere, irremovibile.
Sempre su iniziativa di Bettino Craxi, in quanto Presidente del Consiglio, fu approvata dal Parlamento la legge 23 luglio 1985 n.372 “Rivalutazione dell’assegno personale e della dotazione del Presidente della Repubblica.” Tale rivalutazione prevedeva, appunto, che l’assegno personale fosse fissato a 200 milioni annue da corrispondersi in dodici mensilità.

Giovanni Errera

Pubblicato in : Primo pianoTag: bettino craxi, costi, costi della politica, costituzione, craxi, giuliano amato, parlamento, presidente del consiglio, presidente della repubblica, presidenza del consiglio, repubblica, vecchie lire

Info Giovanni Errera

Giovanni Errera è stato prezioso collaboratore di PensaLibero sin dalla sua messa on line, nel dicembre del 2003. Giovanni Errera insegnava diritto comunitario alla Scuola Superiore di mediazione linguistica “Carlo Bo” di Firenze. Già Dirigente della Regione Toscana, distaccato per otto anni alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e al Ministero del Tesoro.
Giornalista pubblicista, direttore di “ATTNEWS” pubblicazione dell’Associazione Tumori Toscana. Autore di documentari storico-biografici realizzati per l’Istituto Luce, la Presidenza del Consiglio, la Rai.
Autore di numerose pubblicazioni, ha curato il commento ai discorsi ufficiali del Presidente della Repubblica Sandro Pertini – al quale lo legava una forte amicizia – a cura della Presidenza del Consiglio e la Fondazione Filippo Turati. E’ scomparso a Firenze nel febbraio del 2008.

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