
(fonte Cremlino/Wikimedia Commons)
D’altronde, quando Prigozhin disse che avrebbe trasferito le sue truppe nel Messico del Nord, forse avevamo equivocato. Probabilmente pensava di trasferirsi A NORD DEL MESSICO. E per farlo occorreva un trofeo. Per esempio far fallire l’invasione Russa in Ucraina. Capiamoci, ci sono 25 mila mercenari a 400 km da Mosca, con tutto l’esercito oltre i confini Ucraini.
Questo non si significa che Putin cadrà, non è nemmeno nei piani di Prigozhin. Questo però significa che i Russi hanno un problema in casa. Che possono risolvere facilmente solo con una rivolta di mercenari sui quali hanno sparato 24 ore fa. O, quanto meno, che credono sia avvenuto. Altrimenti toccherà fermarli a cannonate. Quando? Come? Con che truppe?
Tutte domande importanti che avranno risposta in qualche ora. Non escluderei nemmeno che Shoigu possa inciampare vicino a una finestra aperta al quarto piano. Di sicuro questa crepa può essere quella che fa crollare tutto. E se dovesse succedere, tutta l’analisi sugli ultimi 12 mesi di guerra cambierebbe. Il macello DI Bakhmut diventerebbe una geniale tattica di Zelensky, la controffensiva lenta una grande intuizione che diventa il motore per la rivoluzione russa.
Se invece fallirà, e al momento le possibilità sono ancora in favore di questo risultato, sarà comunque un indebolimento del fronte Russo abbastanza grosso da facilitare la controffensiva. Insomma, comunque vada, ancora una volta il Libero Mercato, pure in guerra, farà vincere il Bene. Nulla che sorprenda, ma fa sempre piacere avere delle conferme.
Luca Rampazzo

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