
Dopo la presentazione del piano di pace Usa-Russia, il capo del Cremlino interviene, con il suo atteggiamento spietato e mai tra le righe e conferma le sue richieste estremiste. Ma rassicura l’Europa: “Ridicolo pensare che l’attaccheremo” solito bugiardo come sempre. “Se non si ritirano dai territori in loro possesso, raggiungeremo senza scampo i nostri obiettivi con la forza delle armi“. La minaccia viene dal presidente russo Vladimir Putin che ieri, durante un viaggio in Kirghizistan, (è una ex repubblica socialista sovietica dell’Asia centrale, indipendente dal 1991)
ha accusato Kiev di voler combattere “fino all’ultimo ucraino” e ha aggiunto che anche la Russia sarebbe pronta a fare altrettanto “in linea di principio”. Le regioni a cui si riferisce Putin sono la Crimea, annessa illegalmente nel 2014, e il Donbass, costituito da Luhansk e Donetsk, che è quasi tutto ma non del tutto in mano russa. Secondo le mappe filo-ucraine, le forze russe controllano oltre il 19% dell’Ucraina, mentre l’Istituto per lo Studio della Guerra ha calcolato che a questo ritmo Mosca impiegherebbe quasi altri due anni per conquistare il resto del Donetsk. Il piano di pace in 28 punti è stato subito ostacolato dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky e dall’Unione europea, tenute (fuori dai giochi), che lo hanno ritenuto inaccettabile perché troppo sbilanciato verso Mosca. In settimana sono trapelati alcuni audio tra russi e americani, intercettati da ignoti e diffusi da Bloomberg, (è una multinazionale operativa nel settore dei mass media con sede a New York e filiali in tutto il mondo) che confermerebbero come di fatto il documento venisse dal Cremlino.
Kiev e Ue hanno presentato una propria controproposta che puntava a smorzare le parti più inaccettabile dei 28 punti e sono arrivati a un piano in 19 punti che Putin ieri per la prima volta ha definito come una possibile “base per accordi futuri“.“È ridicolo pensare che la Russia attaccherà l’Europa”, ha tuttavia affermato Putin facendo riferimento alle preoccupazioni degli europei e ai ripetuti avvertimenti secondo cui la Federazione aggredirà l’Unione nel prossimo futuro. Nell’ultimo anno il blocco ha avviato un pesante sforzo per riarmarsi proprio in funzione di deterrenza, scoraggiamento verso Mosca, che ha molto criticato il progetto. In ogni caso, ha aggiunto il capo del Cremlino, lui è disponibile a impegnarsi formalmente a non procedere contro l’Ue. La visita del premier ungherese Viktor Orbán dal presidente russo Vladimir Putin a Mosca ha scatenato la polemica in Europa. “Viaggio senza averci consultato, ma non siamo sorpresi, non gioca con la nazionale europea da un po’ di tempo e la visita rientra in questo contesto”, ha dichiarato il cancelliere tedesco Friedrich Merz. Al centro dell’incontro tra i due leader energia, nucleare e partnership industriali. “Siamo al corrente della tua posizione equilibrata sulla situazione in Ucraina”, ha detto lo zar accogliendo il capo del governo di Budapest. Ci sarebbe stato non poco imbarazzo nei messaggi scambiati dai rappresentanti di governi e alleanze occidentali dopo la pubblicazione della notizia. La missione, pur essendo stata pianificata da tempo, sarebbe stata gestita del tutto in forma riservata. Si tratterebbe, in ogni caso, del consueto incontro annuale Orbán-Putin, mantenuto anche dopo l’invasione russa dell’Ucraina. Si dimette il capo staff di Zelensky dopo perquisizioni dell’autorità anticorruzione a carico di Andriy Yermak. Vladimir Putin ha affermato che il conflitto cesserà solo quando le truppe di Kiev si saranno ritirate nel Donbass. La replica: “Finché Zelensky sarà presidente, nessuno potrà contare sul fatto che cederemo territori”. “La Russia è preoccupata che l’Ucraina commetta errori. Noi non ne commetteremo. Il nostro lavoro continua. La nostra lotta continua. Non abbiamo il diritto di arretrare, di indietreggiare o di rivoltarci l’uno contro l’altro. Se perdiamo la nostra unità, rischiamo di perdere tutto: noi stessi, l’Ucraina e il nostro futuro. Dobbiamo restare uniti. Dobbiamo mantenere la nostra posizione. Non c’è altra scelta. Non ci sarà mai un’altra Ucraina. Difendiamo l’Ucraina. Gloria all’Ucraina!”. Così il presidente Zelensky nel pomeriggio in un post su X. Presidente Volodymyr Zelensky, come è possibile parlare di unità europea se fin da ora si pongono simili problemi con alcuni paesi dell’Ucraina?
Giuseppe Basilico

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