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Putin fa chiudere il centro Sacharov dal tribunale russo…

Sulla base di presunte e ridicole motivazioni un  tribunale di Mosca ha deciso la chiusura del Centro Andrey Sacharov, fondato dalla  moglie dello scienziato russo, Helena Bonner. 

di Marco Mayer | 20 Agosto 2023
Helena Bonner e il marito schienzito e premio Nobel Andrej Dmitrievič Sacharov  (fonte Wikimedia Commons)

Sulla base di presunte e ridicole motivazioni un  tribunale di Mosca ha deciso la chiusura del Centro Andrey Sacharov, fondato dalla  moglie dello scienziato russo, Helena Bonner

Nel gennaio scorso il Centro Sacharov era già stato sfrattato dalla sua sede di Mosca. 

È solo l’ ultimo atto di una campagna repressiva che punta ad azzerare in Russia ogni forma di dissenso in vista delle prossime elezioni del 10 settembre per “eleggere” il sindaco di Mosca e numerosi altri governatorati della FederazioneRussa. 

Negli anni settanta – già impegnata nelle battaglie per i diritti umani in URSS e per la liberazione del marito – Helena Bonner Sacharova veniva a curarsi nella clinica oculistica  di Siena https://www.gazzettadisiena.it/quando-la-signora-sacharov-fu-operata-a-siena-un-pezzo-di-storia-della-citta-dimenticato/?amp

Dieci anni fa Alexei Navalny prese ol 27% alle elezioni per il sindaco di Mosca ora è nelle carceri russe dove dovra’ restare altri 25 anni. Questa è la Russia di oggi.

Marco Mayer

HELENA GEORGIEVNA BONNER SACHAROVA (1923 – 2011)

la dottoressa dei diritti dell’uomo

Figlia di un armeno e di un ebrea, Helena Bonner dovette trasferirsi quattordicenne a Leningrado dai nonni, in seguito all’arresto dei genitori e la fucilazione del patrigno (Gevork Sarkisovič Alichanov, capo dell’ufficio personale del Comintern). Dopo aver fatto l’infermiera durante la guerra, ed essere stata ferita gravemente, studiò e si laureò in medicina a Leningrado. Nel 1972 sposò, in seconde nozze, il fisico Andrej Dmitrievič Sacharov (celebre per aver messo a punto la Bomba all’Idrogeno e per le sue attività per i diritti civili), che aveva conosciuto due anni prima a Kaluga nel corso di un processo contro dissidenti. Lo sostituì nel 1975 alla cerimonia dell’assegnazione del Premio Nobel per la pace a Oslo. Insieme a Sacharov fu confinata nella città di Gor’kij.

Fondamentale fu l’apporto di Elena Bonnėr alle attività del dissenso sovietico e nel’attività della difesa dei diritti dell’uomo, l’appoggio e la sua presenza fisica nei vari processi, il costante sostegno alle battaglie del marito. Subì soggetta a repressioni e sabotaggi, perquisizioni illegali e furti di documenti. I figli del primo matrimonio furono costretti ad emigrare. Alla fidanzata del figlio (Liza Alekseeva) fu negato il permesso di emigrare per raggiungere il fidanzato. Per fare in modo che le discriminazioni nei confronti della futura nuora finissero, i coniugi Sacharov (già relegati) si sottoposero ad uno clamoroso sciopero della fame a a Gor’kij (22 novembre – 9 dicembre 1981) che si concluse col permesso di emigrazione per Alekseeva. Infine, dopo la scomparsa del marito nel 1989, anche lei si traferì all’estero per curarsi ed è morta a Boston di un arresto cardiaco.

Libri:

– H. Bonner, Soli insieme, Garzanti, Milano 1986.
– H. Bonner, Madri e figlie, Spirali, Milano 2003.

Pubblicato in : Editoriale, EsteriTag: 2011, anni, anni settanta, cerimonia, elezioni, figlio, genitori, madri, milano, premio nobel, processo, putin, sciopero, siena, sostegno

Info Marco Mayer

Nell’arco degli ultimi trenta anni Marco Mayer ha svolto un’ intensa attività in campo internazionale, ricoprendo una molteplicità di ruoli : dalle relazioni commerciali alla promozione del Made in Italy, dalle operazioni civili e militari di pace alle attività di ricostruzione e riconciliazione post/conflitto; dall’emergenza umanitaria alla cooperazione allo sviluppo . Nell’ultimo decennio Marco Mayer, a lungo negli anni Ottanta Assessore alla Cultura della Regione Toscana, ha messo a frutto la sua esperienza sul campo, dedicandosi prevalentemente alla ricerca ed all’insegnamento universitario presso l’Università di Firenze dove insegna “Politica Internazionale” Dal 2003 insegna, inoltre, “Responsibility to Protect” and Post Conflict Management al Master “Human Rights and Genocide Studies” , promosso dall’Università di Siena, Kingston University – Londra , Collegium Civitas – Varsavia, Universität Viadrina – Francoforte. . Dal 2011 partecipa, infine, al programma di ricerca “Global Governance Programme” promosso dal Robert Schuman Centre for Advanced Studies dell’Istituto Universitario Europeo di Fiesole.

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