
Vladimir Putin sempre più impunito e stratega ha chiesto a Donald Trump che l’Ucraina ceda il pieno controllo di Donetsk, una regione abilmente vitale nell’est del Paese, come condizione per porre fine alla guerra. Lo hanno riferito al Washington Post due alti funzionari americani.
Putin ha tentato di conquistare il territorio per 11 anni ma è sempre stato respinto dalle forze ucraine, trincerate in un’area che ritengono essere un importante baluardo contro una rapida avanzata russa verso ovest, in direzione di Kiev. “E’ nell’interesse di tutte le famiglie ungheresi che l’incontro tra il presidente Trump e il presidente Putin a Budapest porti la pace”. Lo ha detto il premier ungherese Viktor Orban ai microfoni di Radio Kossuth, legando la prospettiva di un accordo alla ripresa economica del Paese e dell’intero continente. “Cosa frena l’economia europea? La guerra: 180 miliardi di dollari investiti in un conflitto mentre l’Europa zoppica e fatica. La guerra prosciuga le risorse e soffoca la crescita. La pace è l’unica via d’uscita”. “È positivo che il presidente Trump non abbia detto ‘no’, ma ad oggi non ha detto ‘sì'” ai missili Tomahawk all’Ucraina. Lo ha detto il presidente Volodymyr Zelensky in un’intervista a Nbc che andrà in onda oggi, provando a mostrare ottimismo nonostante il tycoon non abbia dato luce verde ai missili in occasione della sua visita a Washington. Secondo il leader di Kiev, un esercito ucraino equipaggiato con missili
Tomahawk sarebbe una seria preoccupazione per Putin. “Penso che Putin abbia paura che gli Stati Uniti ci forniscano i Tomahawk. E credo che abbia davvero paura che li useremo”, ha detto. Un liceo militare di Legnica, nel sud-ovest della Polonia, ha inaugurato il primo corso di pilotaggio di droni del paese, sotto la supervisione del ministero della Difesa. Alcuni adolescenti in divisa militare si radunano attorno a uno dei loro compagni e lo incoraggiano a “dare la caccia ai russi” mentre si allena con un simulatore di volo. A settembre, una ventina di droni hanno attraversato il cielo polacco e tre di essi sono stati abbattuti. L’incidente, preceduto da una serie di altri avvistamenti in paesi dell’Ue, ha rivelato la vulnerabilità degli europei di fronte a questo nuovo tipo di minacce. Nella guerra tra Russia e l’Ucraina i droni sono molto utilizzati da entrambi i belligeranti, combattenti. E anche la Polonia, tra i principali sostenitori di Kiev, ha creato una forza speciale dedicata a questi velivoli e prevede di investire quest’anno 46 milioni di euro nell’acquisto di droni. Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha definito “interessante” l’idea di un tunnel sottomarino che colleghi la Russia all’Alaska, proposta dal consigliere russo Kirill Dmitriev al multimiliardario Elon Musk, dicendo che ne aveva appena sentito parlare. Parlando con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky durante il pranzo di lavoro alla Casa Bianca, Trump gli ha domandato: “Ti piace questa idea?”. “Non ne sono entusiasta”, ha risposto Zelensky, facendo ridere il presidente Usa. Boring Company è una delle imprese di Musk, patron anche di X, Tesla e SpaceX, e intende rivoluzionare i trasporti urbani con dei tunnel. Dmitriev, che è a capo del fondo sovrano russo, ha invitato esplicitamente Musk a costruire questa infrastruttura come “simbolo di unità”, pubblicando anche schemi a supporto del progetto. Ha stimato il costo di un tunnel di circa cento chilometri a 8 miliardi di dollari. L’Austria ha deciso di ritirare il veto sul 19° pacchetto di sanzioni dell’Ue contro la Russia, segnando un cambio di rotta rispetto alla posizione mantenuta finora e aprendo la strada alla possibile approvazione delle misure in vista della riunione dei ministri degli Esteri a Lussemburgo lunedì. Lo stallo era legato alla richiesta di Vienna di scongelare alcuni asset (risorsa) russi per compensare l’istituto austriaco Raiffeisen Bank International, colpita dalle contro sanzioni di Mosca. “L’Austria sostiene la prosecuzione della pressione sulla Russia e lunedì approverà il pacchetto”, ha confermato il ministero degli Esteri in una nota. Il vertice Russia-Stati Uniti nella capitale ungherese Budapest ha buone probabilità di mettere fine al conflitto in Ucraina. Lo ha dichiarato il primo ministro ungherese, Viktor Orban. “L’Ungheria oggi è il Paese in Europa dove ci sono buone probabilità che i negoziati tra Stati Uniti e Russia portino alla pace.
Bene. E come crede primo ministro Viktor Orban, che i russi reagiranno a questo rifiuto di imparare la loro lingua e la loro ideologia? Fino a quando accetteranno che tale eresia rimanga impunita?
Giuseppe Basilico

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