Ci si indigna di rado e troppo poco. Ad ogni modo è bastata l’immagine choc di una donna a terra con i pantaloni abbassati, con le mani che premono l’asfalto e a gambe divaricate a pubblicizzare una marca di scarpe, per indignare il web ed il mondo dei cosiddetti social network.
Ben venga, ma come dicevamo, ci si indigna troppo poco per l’uso ed abuso della pubblicità commerciale che, lungi dall’essere una forma di arte creativa, è l’espressione massima della società commerciale e mercificata imposta dal mondo mediatico e mediocre che, non a caso, ha contribuito – assieme all’imbarbarimento dell’istituto scolastico, svenduto al privato ed alle mere logiche economicistiche sull’onda degli istituti scolastici d’Oltreoceano che tutto hanno prodotto salvo che cultura – ad appannare la vera ed autentica arte: da quella Sacra a quella profana, da Michelangelo a Gauguin passando per il nostro Leonardo Da Vinci. L’arte che decantava la Natura, l’Essere Umano, il Vero, il Buono e il Bello.

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