“Per risolvere il problema delle liste di attesa non servono misure tampone. Le cose sono molto più complesse. I problemi riguardano la struttura dei modelli organizzativi e l’assessore dovrebbe avere la serietà di riconoscerlo”.
Lo ha dichiarato la consigliera regionale di Forza Italia, Anna Maria Celesti, vicepresidente della commissione “Sanità”, a seguito della decisione della giunta regionale di multare di 25 euro sia le ASL che non riescono a garantire entro 15 giorni la prima visita specialistica di base, sia i cittadini che, dopo aver prenotato una visita, non si presentano all’appuntamento senza aver preavvisato almeno 48 ore prima, oppure non ritirano il referto entro 15 giorni.
“L’offensiva mediatica scatenata dall’assessore Rossi – attacca Celesti – sulla questione delle liste di attesa è un misto di disinformazione e di demagogia. La Regione non ha varato alcuna rivoluzione, ma sta solo cercando di adeguarsi a una sentenza della Corte di Cassazione del 5 marzo 2001 che riconosce ai cittadini “il rimborso delle spese sostenute per far fronte a prestazioni indispensabili (a causa del rischio di aggravamento ) quando il servizio pubblico non sia in grado di erogarle in tempi ritenuti necessari”.
L’iniziativa di Rossi – incalza Celesti – non garantisce affatto il cittadino che necessita di visite o di esami diagnostici. I 25 euro che l’Asl dovre sborsare quando non si rispettano i tempi di attesa non si capisce bene a quale finalità rispondano. Non certamente a garantire il rimborso dovuto al paziente perché la somma di 25 euro in caso di esami o visite specialistiche non effettuate è una cifra ridicola che di fatto non copre i costi della prestazione fatta presso una struttura privata.
I costi ad esempio di una mammografia vanno da 100 a 120 euro, di una visita ginecologica da 100 euro in su, la stessa cifra per una visita cardiologia, di una tac al cranio oltre 280 euro e per una tac al cranio con contrasto 370, di una risonanza magnetica al ginocchio 340 euro, di una risonanza magnetica con contrasto 439 euro, di un’ecografia all’addome 105-130 euro,di un visita vascolare 130 euro.
Ma non solo, questo rimborso verrà pagato dall’Asl entro sei mesi e così per il cittadino, al danno di non ricevere la prestazione, si aggiunge la beffa che il ridicolo rimborso arriverà per lui in tempi molto più lunghi rispetto ai 15 giorni nei quali lui invece sarà costretto a pagare la multa.
In realtà – conclude l’esponente azzurra – il problema delle liste di attesa è un problema ben più complesso e che necessita di soluzioni adeguate e non demagogiche. Tra queste fondamentali la programmazione dei servizi in modo da modulare effettivamente la domanda e l’offerta dentro le strutture ospedaliere e sul territorio, l’integrazione fra pubblico e privato e la regolamentazione e il controllo della libera professione intramuraria”.

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