Si è svolto settimana scorsa il congresso della Lega che ha cambiato nome e si chiama ora Lega – Salvini Premier. L’obiettivo politico di questa operazione è quello di far dimenticare gli insulti ai meridionali, a suo tempo abbondantemente lanciati, l’obiettivo pratico è quello di distinguere la nuova contabilità da quella disastrosa del passato dei -49 milioni residuo della gestione precedente.
Nei sondaggi, più o meno ufficiosi, la Lega appare ancora come primo partito d’Italia col 30% dei suffragi e il merito viene attribuito a Salvini che però è apparso preoccupato della sua situazione giudiziaria e nervoso per quanto spiegheremo adesso.
E’ arrivato al congresso, mi si dice a sorpresa, in carrozzella il vecchio segretario Bossi. Salvini è corso ad abbracciarlo, i presenti sono scattati in una ovazione, ma erano solo la metà dei congressisti perché l’altra metà aveva preferito, invece di seguire il congresso certamente molto noioso, spargersi in Milano per comprare i regali di Natale.
Bossi tratteneva a stento la rabbia e la gelosia ma ha lasciato il congresso, subito dopo il suo intervento, con una cupa, anche se criptica, minaccia: il simbolo ce l’ha lui e se non lo da a Salvini questi deve raccogliere le firme e poiché si tratta di un partito artatamente disorganizzato, per impedire la nascita di eventuali nuovi leader, non sarà facile raccogliere le firme ovunque, s’intende per le elezioni nazionali.
D’altronde questa non è la sola preoccupazione del nostro Salvini perché i sondaggi, ancora munificenti come si è detto, sono fermi anzi in leggero calo mentre cresce al suo fianco il partito dei Fratelli d’Italia della signora Meloni che altro non è se non l’esatta riproduzione, a mezzo secolo di distanza, del Movimento Sociale Italiano tanto è vero che la Meloni si compiace di essere sistemata alla stessa scrivania del rastrellatore di partigiani Giorgio Almirante, sotto segretario nella Repubblica Sociale del ministro Mezzasoma.
Ma le preoccupazioni non finiscono lì perché è sorto, probabilmente per iniziativa PD ma poi si è sviluppato con vita propria, il movimento delle Sardine che non prevede un programma politico particolare se non quello di attaccare Salvini, similmente a quanto facevano le signore vestite di viola e in altre fogge quando attaccavano Berlusconi col risultato, però, di picconare la sua figura di statista (se mai ci fosse stata) con effetti che si possono constatare: (sempre utilizzando i sondaggi di Pavoncelli) del 2% in Emilia Romagna. Le Sardine, tranne quelli che si sono auto proclamati capi, non sono giovani e può darsi che rappresentino elettori che fin ora si sono astenuti (quasi il 40% dell’elettorato).
D’altronde l’attaccamento alle poltrone dei 5stelle fa si che dalla grande massa ormai putrescente dei loro eletti continui a uscire gente e a formarsi sotto correnti ma tutte hanno ben chiara una cosa: non fare le elezioni, non mollare la poltrona. Ormai quasi tutti i grillini non pagano più le quote aggiuntive per Casaleggio e altri oneri che non si è mai saputo bene dove andassero a finire, si tengono ben stretti le loro indennità che non sono diminuite a differenza delle pensioni e cercano posti di lavoro anche all’interno dello stesso Senato proponendosi come concorrenti ai concorsi.
Pochi vengono nella Lega perché sanno che è popolata di “lupi” e col piccolo patrimonio di preferenze che ciascuno di loro porta sarebbe difficile entrare in concorrenza: l’elettorato dei 5stelle è crollato nel nord sembra intorno al 3%, al 5% nel centro, resiste ancora al 12% nel sud sempre che le retate del procuratore Gratteri, a 300 per volta, non gli raschino via la base sociale perché numerosi tra gli arrestati sono coloro che godevano del reddito di cittadinanza e che ritroviamo, attraverso i giornali, praticamente in ogni arresto di gruppo particolarmente in Sicilia.
Alla vigilia delle elezioni in Emilia Romagna lo spettacolo della destra è questo, su quello della sinistra bisognerà fare una corrispondente analisi non molto più confortevole.
Per quanto riguarda il centro non c’è bisogno: non esiste.
Giacomo Properzj

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