• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Prosecco vs prosek: guerra all’ultimo brindisi

di Lucia Quaglino | 21 Luglio 2013

Quale dei due vini debba diffondersi, espandersi e vendere di più, dipende dalla scelta spontanea dei consumatori, non certo da una decisone programmata da parte dell’Unione Europea.

proseccoLa Croazia ha poco da brindare per l’ingresso nell’Unione Europea: le sarà infatti proibito di festeggiare con uno dei suoi vini tradizionali, il Prosek. Le norme europee considerano il nome troppo simile a quello del Prosecco italiano: se, quindi, vogliono venderlo sul mercato continentale, dovranno cambiargli denominazione.

In materia, ha fatto scuola il caso del vino Tocai, che in Friuli si riferiva al vitigno, al cui nome i produttori dovettero rinunciare in favore del vino ungherese Tocaj, la cui denominazione si riferiva invece al luogo geografico. In tale occasione, fu sancita la regola per cui un vino poteva essere protetto dalle norme comunitarie solo se faceva riferimento a un’area geografica.

In base al principio geografico delle denominazioni, per proteggere il Prosecco, dal 2009 l’area di Conegliano Valdobbiadene e dei Colli Asolani a Docg fu ampliata, creando un’area Doc che comprendesse anche il piccolo paese di Prosecco in provincia di Trieste.

In seguito all’ingresso della Croazia nell’Ue, a causa di tale norma è immediatamente scoppiata una guerra tra i viticoltori croati, impegnati a difendere uno dei loro più famosi e rinomati prodotti, a tutti gli effetti parte della tradizione croata, e quelli italiani, rappresentati dal Consorzio di tutela Prosecco Doc, che richiedono all’Ue di tutelare i circa ottomila produttori dalle imitazioni e banalizzazioni prodotte all’estero.

Secondo questi ultimi, ci sarebbe infatti il rischio che, a causa dell’assonanza, i consumatori possano confonderli, creando disagi ai cittadini e danni economici e d’immagine ai produttori italiani.

Innanzitutto, questa è una pretesa infondata: quale dei due vini debba diffondersi, espandersi e vendere di più, dipende dalla scelta spontanea dei consumatori, non certo da una decisone programmata da parte dell’Unione Europea. Del resto, non è chiaro in base a quale principio una bevanda sia maggiormente degna di tutela rispetto all’altra. Ci si augura, non in base alla regola del primo arrivato, visto che della qualità non tiene conto. Se, invece, si lasciasse giocare la regola della concorrenza, nel caso in cui l’imitazione fosse di una qualità inferiore, automaticamente sarebbe esclusa dal mercato, senza bisogno di interventi esterni e senza danni economici e d’immagine per i produttori del vino di qualità maggiore.

In secondo luogo, si tratta di un intervento non giustificato da alcuna pretesa di tutela dei consumatori: per ironia della sorte, infatti, tanto sono simili i nomi, tanto sono diversi i due tipi di bevanda. Nel caso croato, si tratta di un vino dal sapore dolce e morbido, creato da uva rosse, adatto con i dessert. Il Prosecco italiano è invece un vino bianco, prodotto prevalentemente in Veneto, simile allo champagne. È quindi evidente che la pretesa di difendere il Prosecco dalle imitazioni è assolutamente infondata, non essendo tale il Prosek, ma essendo invece un prodotto a tutti gli effetti diverso, per colore, gusto e utilizzo.

Si tratta chiaramente di una richiesta, da parte dei produttori italiani, di una politica protezionista a difesa di un prodotto che, tra l’altro, non sembra vivere una crisi, mascherata dalla volontà di tutelare i consumatori. Eppure, forse, sarebbe stato meglio dichiarare il vero fine – quello di proteggere la produzione del Prosecco , piuttosto che considerare i consumatori completamente incapaci di leggere, distinguere il colore bianco dal rosso e riconoscere i diversi sapori.

Questo, forse, può accadere solo dopo che quel vino si è bevuto, ma in notevole quantità: essere trattati da ubriachi prima ancora che il vino entri nel bicchiere, è uno scherzo atroce!

Pubblicato in : Primo piano

Info Lucia Quaglino

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Gianni su Emergenza casa: tra legalità calpestata e la distorsione del welfare nazionale
  • Luca Bagatin su Nobel a Pillay, uno schiaffo alla lotta contro l’antisemitismo
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgia, credimi: pace impossibile con la jihad
  • Leone Vincenzo su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Ugo Malasoma su Naza non è un film documento ma verità amputata
  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti