Il recupero del centro storico ai fiorentini è legato al riutilizzo anche di volumi esistenti che attualmente sono abbandonati; molti erano destinati ad attività produttive artigianali che oggi non esistono più o si sono ricollocate altrove dove per questioni logistiche è più opportuno localizzare ambienti produttivi. Questi volumi abbandonati spesso non sono riutilizzabili in quanto non è consentito il cambio di destinazione oppure gli interventi edilizi ammessi di restauro e risanamento, limitano fortemente il loro riutilizzo . Mantenere la destinazione produttiva all interno di una zona centrale e con prevalente destinazione abitativa non mi appare molto corretto per due ragioni :
1- non esiste possibilità che un imprenditore acquisti un volume del genere in quanto e antieconomico produrre nel centro storico
2- pensare di avere attività produttive in zona abitativa , quindi rumori scarichi arrivi e partenze mezzi commerciali non mi sembra accettabile.
Penserei perciò di recuperare questi volumi all’ abitazione, sotto attento controllo da parte del comune , senza alcun aumento di volume, magari inserendo un onere aggiuntivo da destinare al sociale; consentirei inoltre, quando il fabbricato non riveste particolare interesse architettonico, anche una demolizione e ricostruzione. Ciò garantirebbe al nuovo edificio una maggiore sicurezza sismica.
Il problema della sicurezza sismica non è trascurabile e dovrebbe essere più tenuto in considerazione quando si varano le norme edilizio-urbanistiche perché con le attuali categorie di interventi ammessi nel centro storico spesso non si riesce a dare un coefficiente di sicurezza accettabile all’ edificio, nel rapporto costi/benefici gli interventi consentiti non danno la convenienza economica ad essere realizzati, e perciò auspicabile, come accade in tutti i paesi europei, che nel futuro si possa consentire la demolizione e ricostruzione.
Fabio Terrosi

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