Alla stretta finale della campagna elettorale, i problemi di Prodi e di Berlusconi sono assai simili.
Entrambi guidano coalizioni rissose, nelle quali i vari segretari di partito attendono solo di potersi disfare dell’ingombrante leader.
L’unica differenza, forse, è che la sorte di Prodi appare segnata quale che sia il risultato elettorale.
Una vittoria della Casa delle Libertà, invece, restituirebbe a Berlusconi una piena leadership.
Ciò deriva da una differenza fondamentale tra i due.
Berlusconi ha un partito di cui è fondatore e capo indiscusso e per giunta questo partito è il più forte nella coalizione di centro-destra. Senza il Cavaliere non esisterebbe Forza Italia e non esisterebbe la CdL. Prodi, invece, è il prodotto di una situazione di stallo e, soprattutto, della mancanza di determinazione nelle scelte dei DS rispetto alla loro storia di postcomunisti. Prodi non ha un partito e non sarebbe lui il candidato premier se i Ds non avvertissero sulle loro spalle tutto il fardello della loro storia che ancora impedisce loro di candidarsi direttamente alla guida del governo.
La sua sorte- per ammissione di tutti gli osservatori- è segnata, che perda o che vinca. Non solo per l’inconciliabilità delle posizioni dentro la coalizione. Anche perché, come ha detto Fassino, “non è Dio in terra”. Non avere una propria forza gli sarà fatto pesare alla prima occasione.
Berlusconi, invece, non potrebbe essere messo da parte, in caso di vittoria, contro la sua volontà. Forse si sposterebbe al Quirinale, facendo spazio a Casini e Fini al governo e alla guida del partito unico del centro-destra.
In caso di sconfitta di Berlusconi, Prodi, come abbiamo detto, non governerebbe a lungo. E gli effetti della legge elettorale proporzionale non tarderebbero a farsi sentire aprendo nuovi scenari.
Prodi e Berlusconi: dagli amici li guardi iddio
L’unica differenza, forse, è che la sorte di Prodi appare segnata quale che sia il risultato elettorale. Una vittoria della Casa delle Libertà, invece, restituirebbe a Berlusconi una piena leadership.

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