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Processo al Mulino Bianco

di Roberto Riviello | 7 Ottobre 2013

Qual è il problema se Pietro Barilla preferisce per sé e per i suoi prodotti la famiglia tradizionale alle unioni omosessuali? Siamo o non siamo liberi di fare le nostre scelte e di esprimere le nostre opinioni?

guidobarillaChe aveva detto Guido Barilla, in un’intervista radiofonica, di così offensivo da scatenare la reazione furiosa delle varie organizzazioni gay, che hanno minacciato un boicottaggio internazionale della pasta Barilla e persino dei biscottini e merendine del Mulino Bianco?

Quale tabù della società contemporanea, ormai chiaramente dominata da un laicismo illiberale, è andato a sfruculiare, al punto da meritarsi un vero e proprio processo mediatico che poi lo ha costretto alle scuse pubbliche, in perfetto stile da abiura galileiana?

La questione è molto semplice e credo sia utile ricordarla: il signor Barilla ha candidamente ammmesso che, pur rispettando personalmente ogni tipo di preferenza sessuale, per la pubblicità del suo brand lui sceglierà sempre il modello di famiglia tradizionale: babbo, mamma e figli.

Ora, se uno Stato liberale è un’organizzazione civile in cui le idee, i comportamenti e le scelte degli individui sono garantiti nei limiti delle leggi vigenti (è questa la differenza tra liberalismo e anarchismo), mi sembra del tutto ovvio che, da una parte, gli omosessuali debbano vivere tranquillamente e liberamente senza subire alcuna forma di discriminazione, e dall’altra un qualsiasi imprenditore sia libero di scegliere il tipo di campagna pubblicitaria che ritiene più adatto a quello che produce.

Dove sta l’ offesa, dunque? Qual è il problema se Pietro Barilla preferisce per sé e per i suoi prodotti la famiglia tradizionale alle unioni omosessuali? Siamo o non siamo liberi di fare le nostre scelte e di esprimere le nostre opinioni?

Evidentemente si sta sviluppando una cultura che di liberale ha ben poco anche se sbandiera ascendenze libertarie, e che in verità deriva dall’antico giacobinismo made in France che oggi pretende di sovvertire l’ordine naturale dei fatti imponendone un altro con la forza del ricatto e della propaganda.

E’ quell’onda per cui in Francia è sempre più diffuso nei documenti l’ uso dei termini Genitore 1 e Genitore 2, e nella progressista Bologna recentemente sono stati coniati Richiedente 1 e Richiedente 2. Ecco che sta nascendo il burocratese della futura società asessuata.

E della legge contro l’omofobia che probabilmente sarà varata dal nostro Parlamento, che dire? Potrebbe anche essere giusto inasprire le pene verso chi si macchia di orribili violenze contro gli omosessuali; ma se questa legge dovesse diventare, come la vicenda Barilla fa temere, uno strumento illiberale per colpire chiunque esprima un’opinione non politically correct, allora sarebbe un ulteriore passo verso un clima da Inquisizione o, peggio ancora, da processi stalinisti contro i dissidenti.

Pubblicato in : Primo piano

Info Roberto Riviello

Insegnante, si è laureato in Filosofia nell’Università di Firenze nel 1978, risiede nel Valdarno fiorentino. Commenta la politica italiana su Pensalibero.it e scrive racconti per radio poi diventati sceneggiati e testi teatrali messi in scena come regista. Ha al suo attivo anche un film sulla vita di un grande poeta toscano poi finito in manicomio. Trascorre il suo tempo libero passeggiando in campagna. È appassionato di storia, arte e cucina.

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