Ebbene sì, vogliamo farvi morire tutti di invidia, voi, sprofondati nelle vostre amorfe città dove non succede mai nulla, se non le solite banalità metropolitane: scippi, rapine, stupri, tutte cose tristissime che aumentano il logorio della vita moderna. Noi no, noi a Firenze continuiamo a divertirci come matti, anzi siamo ormai alle danze di gruppo figurate in Piazza della Signoria: là dove un tempo fu bruciato il povero Savonarola, fustigatore di costumi – e figuriamoci se qui poteva far fortuna – oggi si balla una nuova entusiasmante versione dell’hully gully, ad ogni giro si aggiunge un nuovo ballerino fra le urla di gioia degli spettatori che ormai non riescono più a rinunciare a questo travolgente aggiornamento quotidiano del grande gioco delle primarie. E pensare che c’è gente che guarda i reality show per sfuggire alla noia corrosiva della vita reale – poveretti loro, che non hanno la fortuna di vivere a Firenze e non possono partecipare a questo straordinario show che sono ormai diventate le primarie del Pd, ovvero Partito deambulante: dove vada, non lo sa nessuno, però lo spettacolo è assicurato. E che spettacolo! Dunque, dopo un primo girone ad eliminatorie che doveva portare ad un unico candidato ed invece ne ha partoriti quattro, perchè si sa, l’importante è partecipare, adesso si registra una new entry che, dopo aver tentato di far fuori l’unica candidata donna in nome di una presunta unità del partito francamente più rara da trovare dell’araba fenice, ha preso il numerino e si è lanciato in pista, con una rincorsa da dietro che nemmeno Bolt alle olimpiadi. A questo punto, si è alzata la febbre in città; forti dello slogan espresso dai manifesti della candidata suddetta, ovvero “Un sindaco come te” – diciamolo, questa donna ha peccato di un eccesso di ottimismo che non potrà non ricaderle addosso – i fiorentini si son detti: “O che sono, io, il figliolo della serva?! Eh, no, qui giocano tutti, allora vo’ anch’io”. In nome di questo spirito di partecipazione fortemente incoraggiato dalla giunta Domenici che ha istituito a suo tempo un apposito assessorato – risultati non pervenuti – si segnala in queste ore febbrili la nascita spontanea e costante di nuove liste civiche pronte a scendere sulla pista da ballo. La lista dei ferramenta ha annunciato la propria costituzione con lo slogan “Accidenti a quello che ha reso la chiave del lucchetto a Domenici”, ottenendo l’immediato appoggio esterno degli animalisti, offesi perchè il sindaco ha definito i rappresentanti dell’opposizione “animali della politica” – ma non scherziamo, gli animali sono meglio degli uomini, si sa. Nel frattempo, si è fatta viva la lista “Nostalgici dell’ovonda”, con una mozione d’affetti tesa al ricordo della Firenze che fu: noi che sull’ovonda ci siamo conosciuti, fidanzati, sposati, e s’è fatto in tempo anche a consumare prima di lasciarci, siamo stufi di stare in coda sul cantiere della tramvia dove non si può neanche guardarsi in faccia e cuccare le ragazze più carine. Immediata l’adesione del gruppo Vitelloni sempiterni fiorentini, che non manca mai all’appello, specie quando si tratta di difendere il baccaglio. Molto agguerrita si segnala la lista “Ci avete rotto le palle”, capace di un movimento di aggregazione trasversale che accomuna giovani e vecchi, donne ed uomini, centro e periferie con lo slogan “Trovatevi un lavoro e smettete di avvelenarci la vita che per quello siamo già abbastanza bravi da soli”. La Cnn ha interrotto i suoi programmi con una breaking news per parlarne, accreditando questa lista come la più obamiana di quelle finora scese in lizza. Ma i colpi di scena non sono finiti, perché fonti certe e naturalmente segretissime ci assicurano imminente la presentazione di una lista che sbaraglierà in un colpo solo tutte le altre, ovvero “Prandelli sindaco, Gilardino presidente della Provincia e Mutu al parlamento europeo” – e qui non c’è storia, i fiorentini la voteranno come un sol uomo e non ce ne sarà più per nessuno. Peccato, però, perché l’hully gully delle primarie si può allungare all’infinito ed il giorno che finiranno le danze a noi non resterà che dire come la Mondaini: che barba, che noia, ma qui non succede mai nulla…e tornare così a far la coda sui cantieri, sperando che i giocherelloni del Pd si inventino presto un altro travolgente rituale collettivo. Quasi quasi, ci converrebbe anticipare le elezioni regionali, così, tanto per farsi altre quattro risate in allegria.
ChiBo

Panem et circenses ,dicevano i romani ,che di dominazioni se ne intendevano .Trovando da noi un utile mèntore : chi vuol esser lieto sia….
Ma viene il sospetto ,Chiara ,che qualcuno ne abbia approfittato un po’ troppo ! Per adesso ,solo il buon Savonarola ha preso foco , ma vedrai che prima o poi , qualcuno si sveglia !