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PRIMARIE FIORENTINE: E’ UN VERO TERREMOTO!

Due cattolici, ex Margherita ed ex DC hanno avuto, assieme, i due terzi dei voti; due ex DS ed ex PCI, sempre assieme, apppena un quarto. Si sta dunque aprendo una fase nuova ed interessante. Ne dovrebbe tener conto l’area liberalsocialista che a Firenze è tuttora presente come dimostra il 9% raccolto da Tommaso Ciuffoletti alle primarie provinciali. di Nicola Cariglia

di Nicola Cariglia | 16 Febbraio 2009

I risultati delle primarie del centro-sinistra di Firenze per la designazione del candidato a Sindaco di Firenze hanno sorpreso la stampa ed i commentatori per il fatto che la vittoria, con il 40,52% dei voti (dunque senza bisogno di ricorrere al ballottaggio) sia andata ad un esponente della ex Margherita e non degli ex DS: il giuovane Matteo Renzi, 34 anni, attuale presidente della Provincia ed ex segretario provinciale della Margherita.
Ma c’è molto di più: anche il secondo classificato, l’on. Lapo Pistelli, proviene dalla Margherita ed ha ottenuto circa il 27% dei consensi. E’ stato battuto pur avendo l’appoggio di Veltroni e dell’apparato fiorentino del PD.
I due candidati che rappresentavano la tradizione DS, l’on Michele Ventura e l’assessore Daniela Lastri, hanno avuto rispettivamente il 12,5 ed il 14,5% dei consensi dei circa 37000 fiorentini che si sono recati alle urne. Il 5,5%, infine, lo ha raccolto Eros Cruccolini, presidente del consiglio comunale fiorentino ed esponente della sinistra democratica.
Dunque: due cattolici, ex Margherita ed ex DC hanno avuto, assieme, i due terzi dei voti; due ex DS ed ex PCI, sempre assieme, apppena un quarto.
E’, per Firenze, un autentico terremoto. E’ l’annuncio che sta per crollare il sistema di potere politico, burocratico ed economico che ha prevalso nella città negli ultimi decenni. E che nel PD gli esponenti di provenienza cattolica sono stati i più veloci ed abili a trovare un rapporto con le trasformazioni in atto.
Inoltre è venuta la conferma eclatante di quello che già si sussurava in ambito PD: l’incapacità della parte di provenienza DS a selezionare una nuova classe dirigente (in effetti i due aspiranti sindaci, Ventura e Lastri non sono giovanissimi).
Si sta dunque aprendo una fase nuova ed interessante. Ne dovrebbe tener conto l’area liberalsocialista che a Firenze è tuttora presente, come dimostra l’ottimo risultato del giovane segretario provinciale del PS, Tommaso Ciuffoletti che ha raccolto nelle contemporanee primarie per la presidenza della Provincia, quasi il 9% dei voti.
Invece di continuare a litigare e a scavare tane identitarie, i laici, liberali e socialisti fiorentini farebbero meglio ad immergersi nel nuovo che si sta delineando: partecipando con proprie proposte e cercando di portare un contributo per il riscatto di Firenze.

Nicola Cariglia

Pubblicato in : Primo piano

Info Nicola Cariglia

Nicola Cariglia ha svolto un’intensa attività giornalistica in RAI, dove entra nel 1970. Per vari anni è stato Vice Direttore della Direzione Esteri RAI (auttalmente RAI International), Direttore della Sede di Pescara e Direttore della Sede RAI per la Toscana.
Ha avuto anche una importante parentesi politico-amministrativa, ricoprendo tra gli altri incarichi quello di Vicesindaco di Firenze e Presidente della Società di gestione dell’Aeroporto di Firenze.
Dal 2002 è Presidente e co-fondatore del Gruppo dei Centouno e Direttore di PensaLibero.it
Dal 2009 è Presidente della Fondazione Filippo Turati, Ente Morale Onlus associato alle Nazioni Unite.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. marcello paris

    20 Febbraio 2009 alle 16:12

    Con un po’ di ritardo sulle primarie PD e sull’articolo di Nicola voglio fare qualche riflessione.
    Renzi non ha vinto solo perché a Firenze c’è voglia di nuovo (ammesso che l’amico Matteo sia il nuovo anche se molte delle sue idee sono da condivideree supportare) ma soprattutto per la disaffezione di molti elettori verso gli ex PCI-DS per la loro incapacità a governare e soprattutto essere propositivi verso i nuovi bisogni fuori dalla demagogia di cui sono maestri.
    Un’altra ragione dell’esploit di Renzi sta nella mobilitazione, a Firenze come in altre realtà della Toscana, degli ex PPI- Margheritini impegnati a sfruttare la debolezza e le divisioni dei nipoti di Togliatti per avere l’egemonia nel Partito. In fondo non è stato solo Renzi il vessillifero della svolta moderata, moderata? degli elettori che hanno deciso di recarsi alle urne per le primarie.
    A Prato e Pistoia è successo la stessa cosa. Nella città laniera è prevalso un assessore in carica di estrazione ex democristiana, a Pistoia la vincitrice è stata la giovane segretaria cittadina della margherita che ha sconfitto due candidate DS. Qui probabilmente hanno giocato anche scontri e divisioni interne agli ex DS dal momento che una buona parte di nomenklatura Ds si è schierata con la pulzella futura candidata alla carica di Presidente della provincia.
    Se poi si mette in evidenza quello che sta succedendo a Roma dove un ex democristiano, Dario Franceschini, si accinge a guidare il Partito si può trarre la conclusione che gli eredi di De Gasperi stanno fagocitando gli eredi di Gramsci in una sorta di nemesi storica distruttiva. Sembra rovesciarsi sugli ex PCI quanto gli stessi hanno fatto (anche se in situazioni e con metodi diversi) nei confronti dei socialisti.
    “Siedi sulla riva e aspetta”.

    Rispondi
  2. Puccio cartoni

    17 Febbraio 2009 alle 19:16

    Sensazione di un povero sciocco :per me Renzi ha vinto (come mi auguravo ) perchè giovane e perchè fiorentino. Non un semplice ruffiano di partito ,un arrogante , un vecchio ammanicato , un raduce da destra/sinistra,un cercatore di valore nello sbandieramento di semplici ideologie: le idee enunciate nel suo programma hanno detto qualcosa di nuovo ,fuori dagli schemi e dalle appartenenze,fuori dall’interesse a “ricevere” omaggi dei parassiti frequentatori di manifestazioni ed assemblee .
    Certo ,adesso viene il bello . Si tratterà di vedere cosa resta di tutto questo ,difronte al probabile recupero delle logge,camarille e camorrette politiche.Che non sono affatto dissolte .Se le idee e lo spirito fiorentino potranno fare ancora bella mostra di sè.
    Speriamo bene . Comunque Renzi non è risultato un conduttore di reduci ,come invece mi sembra abbia dovuto risultare Ciuffoletti.Che non merita certo di essere “zavorrato”.

    Rispondi
  3. nicola cariglia

    17 Febbraio 2009 alle 16:38

    Vedo che la disputa si anima e mi fa piacere. Purchè, more solito per noi laico-socialisti, non scada nell’autocompiacimento di una superiorità tutta da dimostrare viste le non brillanti condizioni del nostro presente. Prima conseguenza di questo atteggiamento sarebbe il restare chiusi in noi stessi, in una deriva che ci allontana sempre più dalla realtà. Gli amici fiorentini conoscono bene le condizioni della città: rispetto a ieri più sporca, più brutta e più cattiva. Possibile che non ci venga voglia di rimboccarci anche noi le maniche e dare una mano con qualche idea, con chiunque ci stia, purchè non compromesso nel gioco degli interessi che ne hanno condizionato gli ultimi decenni di decadenza?
    Si tratta di buche, lampade, strade, mezzi di trasporto, giardini, asili, biblioteche, musei, vie e piazze da rianimare, non di riscrivere la Critica della Ragion Pura!
    Ce la vogliamo dare una mossa oppure, ancora una volta, “aspetta che le cose vadano come dico io” e “quello lì lo voglio vedere tra un paio di anni come gli passa la smania…”? (n.c.)

    Rispondi
  4. Marzio Siracusa

    17 Febbraio 2009 alle 16:33

    Caro Magni hai descritto alla perfezione il futuro politico di Firenze.M.S.

    Rispondi
  5. Giancarlo Magni

    17 Febbraio 2009 alle 16:18

    Le primarie fiorentine dimostrano soprattutto una cosa: la grande voglia di cambiamento che ha la città, stanca dei soliti gruppi di potere, stanca di una gestione incapace di farle fare un sia pur minimo salto di qualità. Le ideologie stanno rapidamente perdendo la loro presa. Anche Firenze si è finalmente accorta che i suoi re, o supposti tali, sono nudi. L’economia ristagna, le infrastrutture mancano e quelle che si stanno facendo si stanno facendo con decenni di ritardo, i trasporti fanno pena e via dicendo. Se non ci fosse il turismo sarebbe un disastro. Ma anche il turismo inizia a perdere colpi. Prezzi alti per servizi carenti, una città sporca e male organizzata, nessuna idea nuova. A Firenze non sono stati capaci nemmeno di copiare quello che hanno fatto negli ultimi anni tante altre città europee. Perchè meravigliarsi se in questo contesto si affidano le residue speranze ad un giovane di 34 anni che dimostra verve e qualche idea? Nessuna illusione però. Renzi non è quel politico di spessore di cui la città avrebbe bisogno. In un mondo di nani, basta essere alti un metro per emergere. La vittoria di Renzi impone anche un ‘altra considerazione. A Firenze il centro destra non è percepito come una reale forza di cambiamento. Il suo assordante silenzio in questi ultimi mesi è stato patetico. La teoria di aspettare il candidato del centro sinistra per scegliere il proprio è semplicemente ridicola. Eppure gli ex DS ce l’hanno messa tutta per perdere le elezioni. Ma dal PDL niente. Qualche dichiarazione dei soliti noti, fra l’altro con sempre gli stessi argomenti, e poi il silenzio. La voglia di cambiamento si è scaricata così tutta nell’ambito del PD e Renzi ha stravinto. Stravincerà anche le elezioni. E quando questo succederà nel centro destra ci sarà chi, tutto contento, ammiccherà verso l’interlocutore di turno dicendo: l’abbiamo votato anche noi.

    Rispondi
  6. Silla Cellino

    17 Febbraio 2009 alle 10:35

    A differenza dell’amico Raimondo non sono andato a votare. Soprattutto perché il PD non è il mio partito né la coalizione presentava tratti che la distinguessero solidamente dal semplice PD. Però trovo ingiusto, come qualcuno fa, pensare che si sia trattato solo di una resa dei conti tra ex DC ed ex PCI, anzi lo trovo proprio sbagliato. Se difatti il Pistelli può rappresentare l’anima cattocomunista, altrettanto non mi pare che si possa dire per il Renzi, che ha adottato una strategia a mezza strada tra il pragmatismo ed il piacionismo, strategia che evidentemente ha avuto successo nel rompere certi schemi sclerotizzati. Ma il bello deve ancora venire: sempre ammesso che anche il passo successivo si riveli vittorioso e che Firenze non cada in mano a un calciatore pisano, quel partito e quella coalizione a pezzi saranno in grado di supportare la svolta auspicata?

    Rispondi
  7. Federico Baldini

    17 Febbraio 2009 alle 09:14

    Renzi non lo conosco e l’ho ascoltato per la prima volta questa mattina su La7 ad Omnibus e devo dire che non mi ha fatto una grande impressione. Mi sembra il solito democristiano di sinistra ed è una specie che a me personalmente non è mai piaciuta molto. Personalmente da anticomunista vado più d’accordo con vecchi arnesi comunisti e dalemiani stile Ventura ma forse anche per loro non c’è più tanto spazio nella politica attuale. Sono contento per il buon risultato di Ciuffoletti e penso che da li’ quello che rimane del mondo laico e socialista fiorentino dovrebbe ripartire.

    Rispondi
  8. Marzio Siracusa

    17 Febbraio 2009 alle 08:09

    È un fatto che le democrazie occidentali sopravvivano perché il surplus di ricchezza permette alla politica di essere il luogo dell’approssimazione – si legga libertà. Ma che si possa contemporaneamente votare per Renzi e Ciuffoletti mi risulta incomprensibile. Fra tutti i candidati alle primarie fiorentine dei democratici Renzi e Ciuffoletti sono i poli opposti in assoluto e la balla che possono incontrarsi sul terreno delle cose concrete appartiene appunto all’approssimazione. Sono entrambi giovani, è vero, ma a che servono i giovani con idee vecchie e soprattutto con vecchie pulsioni? M.S.

    Rispondi
  9. raimondo portanova

    16 Febbraio 2009 alle 21:19

    Ieri mattina alle ore 8,10 ero all’albereta a votare per Renzi e per Ciuffoletti
    Quale alternativa avevo? l’unica alternativa al regime, visto il comportamento della opposizione era votare un sindaco che non fosse l’erede di Nencini, Ventura Lastri e C. ma non certo Pistelli schierato e veramente cattocomunista (fu tra i primi a fare il salto della quaglia).
    Meglio un ragazzo che può sbagliare ma ha buona volontà che il solito politico di lungo corso.
    E comunque se mi sono sbagliato non è la prima volta ma almeno questa volta c’è uno che dice che Billi racconta barzellette e che Domenici ha sbagliuato tutto, mi basta.

    Rispondi
  10. Marzio Siracusa

    16 Febbraio 2009 alle 19:57

    Non so come si possa vedere nell’affermazione di due cattocomunisti a diversa gradazione l’affiorare del nuovo nel sistema di potere dei sinistri fiorentini. Se sistema di potere qua esiste questo è antropologico, non politico, è cattocomunista, non ex comunista. E quale spazio per i laici, l’assessorato alle fontane? I laici dovrebbero preoccuparsi che mentre il comunismo dà almeno l’idea d’esser morto, il cattocomunismo edulcorato invece è vivo e vegeto. L’immagine di Renzi sindaco mi deprime, un altro bravo ragazzo del popolino tirato per la giacchetta, un altro “donmilanista” a Firenze. Ma questa storia finirà mai? Si regredisce anche rispetto a Domenici e pure in loggia direi che c’è poco, molto poco da rallegrarsi. M.S.

    Rispondi
  11. elena ronconi

    16 Febbraio 2009 alle 16:06

    E il Nencini si voleva candidare? Meglio fargli fare le prefazioni ai libri dei giornalisti defunti. E basta.

    Rispondi

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