Sempre da loro bisogna partire per comprendere qualcosa dei pasticci del sistema Italia. Dalle vergini dai candidi manti, che sanno eludere le responsabilità fingendo di non avere visto quando sarebbe stato possibile porre rimedio. Nessuno aveva notato che in Italia gli anziani erano finiti in coda nelle priorità? Ma la smettano di prenderci per i fondelli! Ci sono i giornali di nemmeno un mese fa, che ci raccontano la verità. Quegli stessi che oggi cercano i colpevoli, intanto riportavano, in data 8 marzo, la notizia del via libera per gli over 65 al vaccino AstraZeneca. Dunque, per rinfrescare la memoria, il vaccino del quale avevamo acquistato il numero maggiore di dosi, non poteva, fino a quel momento, essere somministrato agli anziani. Ma non è questo il punto. Il punto vero è che negli stessi giorni, giornali e talk show televisivi davano fiato a tutto spiano a chi sosteneva che dovevamo dare la precedenza ai giovani. Si leggevano titoli di questo tenore: “Vaccini: prima ai giovani o agli anziani, il dilemma che divide la scienza”. Ovvia la risposta, si direbbe. Il covid, si sa, uccide quasi soltanto i vecchi. Ergo, è da lì che si deve cominciare! E, invece, è qui che casca l’asino. Anzi, i tantissimi asini scorderelli che hanno preso a ragliare, spargendo solo oggi il loro sdegno. Un paio di esempi soltanto, per non affliggervi: il filosofo Maurizio Mori, presidente della Consulta di bioetica, ripeteva chiaro e tondo che “Bisogna decidere se si vogliono salvare più vite o più anni di vita. Meglio dare la dose ad un ragazzo che a un settantenne come me”. Ma più di tutti merita di essere ricordato il campione dei buoni di tutto il mondo, Walter Veltroni. Il quale, dall’altissima tribuna del Corriere della Sera superava se stesso con il suo appello strappalacrime. Lacrime da versare a favore di telecamera, si. Ma soprattutto a favore dei nostri ragazzi che, notoriamente sono preferibili ai vecchi se si vuole muovere la gente alla commozione: “Credo fermamente che qualsiasi genitore o nonno converrebbe con la necessità, una volta messi in salvaguardia i più fragili, di proteggere i più giovani”. (“Ora un segnale: vacciniamo i giovani”, Walter Veltroni, Corriere della Sera, 5 Marzo 2021).
Il bello, o il brutto, è che tutto il ragionamento di Veltroni parte da una premessa: che a quella data, 5 marzo 2021, già “si sono vaccinati il personale sanitario e gli ultraottantenni”. Tanta era l’attenzione per i vecchi, nemmeno un mese fa, che tranquillamente si scriveva sul più importante giornale nazionale che la vaccinazione degli ultraottantenni era già avvenuta, quando ancora non era nemmeno cominciata, salvo che nelle RSA. Sul modestissimo Pensalibero si poteva leggere tutte le settimane di questo imperdonabile errore, con le attenuanti del caso: mancanza dei vaccini e ritardo nella organizzazione. Ma tutta la “grande” stampa dovrebbe fare autocritica invece di spacciarsi come corifea del motto “old people first”, prima gli anziani e i vecchi. First un tubo, perché in nome di una società che deve continuare a girare e produrre, ai vecchi dovevano passare avanti insegnanti, onorevoli (si, ho scritto ed avete letto bene), studenti, commessi, autisti, bottegai, ristoratori, ognuno con una buona ragione se non altro per togliere loro la capacità di infettare gli anziani venendone a contatto.
Per le tante vergini dai candidi manti, lo scivolone sugli avvocati del presidente della Toscana Giani è la manna caduta dal cielo: un magnete capace di attirare la direzione dei colpi. I ritardi nel dichiarare le zone rosse? I cedimenti alle categorie che comprensibilmente si oppongono alle chiusure? Il Governo precedente che non volle prendere sulle spalle tutto il peso di gestire la pandemia, lasciandola nelle mani e alle improvvisazioni di venti Regioni venti? Tutto sulle spalle di Giani, nemmeno fosse stato il sindaco di Wuhan. La Toscana è stata la prima Regione ad avere vaccinato tutti i ricoverati nelle RSA e occupa le posizioni di testa per i vaccini al personale sanitario pubblico e privato e nel rapporto fra vaccini pervenuti e vaccini inoculati. Ma il suo presidente, Giani, è perfetto come vittima sacrificale. Non è nelle grazie del grande circo dell’informazione e dei talk show: troppo signore per arruffianarsi. E’ presenzialista, ma dei luoghi e degli eventi frequentati dalla gente. Non è l’untore degli anziani, ma ha un difetto che lo rende ancora più vulnerabile. E’ socialista e lo hanno candidato alla Presidenza della Regione solo perché altrimenti la Toscana finiva alla destra. Perciò, più degli attacchi della destra, nemmeno eccessivi, deve guardarsi da quelli obliqui dei suoi “compagni”, dei quali non è dato leggere una presa di posizione a sua difesa.
Nicola Cariglia

Condivido pienamente. Sul prima i giovani avevo sentito varie voci innalzarsi .. Le statistiche ci dicono che di covid gli anziani muoiono, i giovani no evvabè ….. tanto sono anziani. Poi si è levato il buonismo televisivo per gli ultraottantenni ..definiti tout court nonni nessuno chiamato con il suo nome ovvero il signor gianni o la signora cesira ma nonno gianni o nonna cesira… invece gli ultrasettantenni che muoiono anch’essi non servivano a fare scena e quindi dimenticati
Condivido anche l’analisi sulla candidatura Giani.. di una chiarezza esemplare
gabriele parenti
E’ stato un luogo comune per molti anni quello che ciascun italiano è o si sente un allenatore di calcio. Beh ora si è passati ad essere virologi , immunologi, epidemiologici ecc, ecc…con la velleità di saper scegliere quale sia il vaccino migliore per se stessi!!
A peggiorare la situazione, si sono voluti individuare dei criteri per la somministrazione dei vaccini. Apriti cielo!! In genere, quando non siamo i primi, si guarda cosa hanno fatto i più efficienti ed efficaci. E questi oggi sono: Israele, Gran Bretagna e Stati uniti. Tre paesi diversi ma hanno scelto un solo criterio: ordine progressivo (dal più vecchio al più giovane) ma eseguito con gran velocità senza discussione. Inutile mettersi a vedere i nostri criteri: come detto, sono tanti quanti siamo noi
Veltroni l’ex segretario PCI, che “non era comunista” e che doveva andare in Africa. con un diploma di perito cinematografico grazie a suo padre. Quindi un nulla facente che fa l’opinionista – nientepoppò di meno che sul maggior quotidiano – Il Corriere della Sera . d’Italia, si permette ancora pontificare! Avanti tutta Giani!
Se il problema fosse che Giani è socialista ci sarebbe da stare sereni. Il fatto è che l’informazione malata, incapace di dare il reale polso della situazione e di dar conto esatto degli “arrivi” dei vaccini, ha creato prima enormi aspettative e dopo, visti i risultati, un clima di sospetti, molto giustificati in un Paese ove il “potere” ha fatto dell’arrangiarsi in ogni ceto sociale e dei privilegi ai privilegiati il suo blocco sociale.
Cariglia, concordo l’analisi sulle cattive scelte strategiche che hanno penalizzato gli anziani, ma non condivido la tua interpretazione sullo scivolone di Giani. Succede anche ai migliori e ai più puri fare errori e lui è caduto nell’errore di affidare la guida di una regione alla collegialità della sua coalizione variopinta. Non c’è stato il ci piglio e la forza decisa delle scelte degli altri presidenti di regione più focalizzati sui vaccini e più abituati a guidare e decidere. Mi dispiace, main Toscana ha vinto la debolezza e non una chiara politica tesa a favorire i più deboli. Non penso che la sua politica non sia stata guidata dai valori socialisti. Saluti. Giovanni Barni
Cariglia, concordo l’analisi sulle cattive scelte strategiche che hanno penalizzato gli anziani, ma non condivido la tua interpretazione sullo scivolone di Giani. Succede anche ai migliori e ai più puri fare errori e lui è caduto nell’errore di affidare la guida di una regione alla collegialità della sua coalizione variopinta. Non c’è stato il ci piglio e la forza decisa delle scelte degli altri presidenti di regione più focalizzati sui vaccini e più abituati a guidare e decidere. Mi dispiace, main Toscana ha vinto la debolezza e non una chiara politica tesa a favorire i più deboli. Non penso che la sua politica non sia stata guidata dai valori socialisti. Saluti. Giovanni Barni
Caro Barni,
in un articolo precedente a questo, pubblicato la scorsa settimana, avevo scritto chiaro e tondo che Giani aveva fatto una bischerata vaccinando gli avvocati: se non altro perchè, nel paese delle corporazioni, avrebbe innescato un ginepraio inestricabile. In questo articolo ho citato “lo scivolone sugli avvocati del presidente della Regione, Giani”. Ma di qui a spostare il tiro mediatico tutto su Giani ce ne corre. Ci corre la stessa distanza che passa tra cercare la verità o cercare un falso colpevole per coprire la verità. E non sono affatto d’accordo sulla sua tesi secondo cui Giani è condizionato da una coalizione eccessivamente “variopinta”. La maggioranza in Consiglio ha esponenti di soli due partiti: PD e Italia Viva, numericamente non determinante. Il problema è che Giani è stato eletto proprio perchè è Giani: altrimenti non sarebbe stato candidato. E questa variabile non è gradita al partito in cui milita.