
La storia – Dalla sua parte Momigli ebbe con discrezione l’aiuto dell’allora cardinale Piovanelli. E così il prete ex sindacalista cominciò a muoversi tra tensioni, proteste e perfino lo “sciopero del voto” alle elezioni, capannoni pieni di bambini e sferraglianti anche in piena notte. Il giovane sacerdote si conquistò la fiducia dei cinesi fornendo loro informazioni, aiuti, e obbligandoli a seguire i corsi di italiano con uno stratagemma: creò un oratorio aperto a tutti i bambini, di qualsiasi razza fossero. Le suore entravano nei capannoni come una volta fra le corsie degli ospedali. Lui dovette subire infamie e denunce anonime: su di lui indagarono Polizia e Guardia di Finanza. Ma continuò la sua battaglia: mobilitò i politici e riuscì a convincere i governi di Roma e Pechino a far nascere a Firenze un consolato cinese.
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