La campagna contro la libertà di stampa, iniziata da Donald Trump è di una gravità inaudita. Le invettive del neo presidente degli Usa, riflettono le modalità iniziali di tutte le dittature. La tragedia che ha investito l’Italia a partire dagli anni ’20 con l’avvento del Fascismo e che di lì a poco ha riguardato la Germania, con l’ascesa del Nazismo, conclusasi con la fine dell’ultima guerra mondiale iniziò con la censura della stampa. Il ricordo del dittatore Vileda (Argentina), Pinochet (Cile) e ai tempi nostri Marudo (Venezuela) hanno un comune denominatore; aver messo il bavaglio alla stampa. Trump addebita alla comunicazione statunitense tutti i guai del suo Paese; i giornalisti sono bugiardi, cattivi, manipolatori ed altro ancora. Nel recente passato abbiamo pubblicato un editoriale che aveva come assunto un’efficace metafora: la libertà di stampa è preziosa come l’acqua. Ci si accorge dell’importanza dell’acqua solo quando apriamo il rubinetto e il prezioso liquido non esce. Il più grande giornalista degli ultimi 100 anni, Indro Montanelli, famoso per la sua capacità di scrivere in modo chiaro e avvincente, era solito rispondere a chi si lamentava della stampa: ”Prendersela con i giornalisti è una bischerata! Sante parole! Trump è proprio un bischero. Un imprenditore, un uomo di spettacolo come Trump, non riesce a convivere con una stampa libera; è semplicemente inadeguato al ruolo di presidente degli Usa. Dopo la trovata del muro di tremila chilometri per impedire ai messicani di entrare negli Usa, il decreto contro i sette Paesi musulmani interdetti dall’entrare negli Stati Uniti, la negazione della libertà di stampa deve preoccupare tutti gli amanti della democrazia, alle diverse latitudini. Che altro dire a riguardo? Trump, in questo strano Paese chiamato Usa, dai più citato come modello, ha vinto le elezioni pur avendo preso 3 miloni di voti in meno di Hillary Clinton. Ci troviamo di fronte a un perdente in termini di voti popolari, delegittimato, che sta minando la democrazia di mezzo mondo. Non ci resta che sperare nei vastissimi movimenti popolari che si stanno diffondendo negli Stati Uniti per chiedere le dimissioni di Trump. E’ auspicabile che il quarantacinquesimo presidente Usa venga messo sotto inchiesta e mandato a casa. In pochi giorni, Trump ha mandato l’orologio indietro di 100 anni. Tutto questo è inaccettabile.
Roberto Fronzuti

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