Torno, come ogni anno, con la mia piccola posta di Natale.
Questa volta, nella speranza di farvi cosa gradita, scelgo di affidare il mio spazio alle parole di Seneca, a tutt’oggi insuperate per nitore teologico, nel magnifico esordio della sua Lettera sulla Provvidenza.
Sono, nella loro spiritualità a un tempo genuina e rigorosa, un modo per meditare, nel tempo di Natale, sulla grandezza del mistero di Dio.
Giulio Laroni
Ciò che si muove a caso, finisce di regola nel disordine e ben presto arriva a cozzare, mentre queste rapide rotazioni proseguono senza inciampi, sotto l’impero di una legge eterna, trascinando tanti esseri in terra ed in mare e tante fulgide stelle che splendono in bell’ordine. E questo non è un ordine che si possa attribuire a materia vagante: elementi che si sono uniti per caso, non possono librarsi in un sistema così organico, all’interno del quale il peso immenso della Terra resta immobile ed osserva il cielo che le fugge rapido attorno, i mari riforniscono d’acqua le terre, penetrandone le cavità e perciò non risentono dell’apporto dei fiumi, da semi minutissimi nascono esseri smisurati.
Neppure quei fenomeni che sembrano meno conoscibili e prevedibili (mi riferisco alle piogge ed ai nembi, allo scoccare e cadere dei fulmini, alle lave incandescenti che si riversano dai crateri dei vulcani, alle scosse di terremoto ed a tutti gli altri fenomeni che si verificano in quella parte movimentata dell’universo che circonda immediatamente la Terra), neppure quelli, sebbene siano imprevedibili, accadono senza una ragione. Hanno anch’essi cause specifiche, non meno di quei fenomeni che ci stupiscono perché accadono fuori dalla loro sede consueta, come lo zampillare di acque calde in mezzo ai flutti o l’emergere di nuove ed estese isole nell’immensità del mare.
In realtà, chi osserva le spiagge restar scoperte al retrocedere dei marosi e, poco dopo, le vede rapidamente ricoprirsi, può credere che le onde, fluttuando alla cieca, ora si ritraggano e si raccolgano in se stesse, ora prorompano in veloce corsa, alla riconquista della loro sede primitiva. Esse invece crescono a ritmo periodico e s’avvicendano ad ore e giorni stabiliti, più alte o più basse secondo l’attrazione dell’astro lunare, al comando del quale l’Oceano trabocca.
Seneca, La Provvidenza, 1,2-1,4
(Fonte: Seneca, Tutti gli scritti, Rusconi, Milano, 1994)

Giulio è sempre molto perspicace ed arguto, e trova le parole giuste al momento giusto.
Il Natale, anche oggi è Natale, come ogni anno, festa religiosa per chi crede nella religione.
Alcuni non credono più, e non sono io a doverli istruire, non m’interessa, e non è quello che voglio, il passato sempre di più mi affligge, col suo tormento, una poltiglia di emozioni che gracchiano da molto lontano.
Scovo là in fondo quel che persi, momenti “irrecuperabili” di un Mondo che non esiste, e che trovo solo oggi.
Oggi, questo Natale.
Fra uomini senza principi morali e cattivi travestiti da “buoni”, perlustro con fare quatto la mia vita, annodandomi laddove pulsava.
In quel profondo, che giace là in fondo.
E che riemerge in tutto il suo splendore.
Continua…
“Le cose tutte quante hanno ordine tra lor; /e questo è forma che l’universo a Dio fa simigliante.”
E questo lo annotava Dante Alighieri . Che concludeva celebrando “l’amor che move il sole e l’altre stelle.”
Appare veramente miserevole il constatare come oggigiorno il Natale venga considerato in larga parte come ricorrenza vacanziera e di impegno agli acquisti (visto che ,bene o male ,abbiamo inventato la tredicesima);dimenticando spesso ogni valore religioso ,riconoscibile peraltro nelle forme più tradizionali e folkloristiche . Il sospetto è che tutti gli sforzi per combattere l’oppio dei popoli finiscano per portare quelli stessi su sentieri…scarsamente illuminati . La globalizzazione che ci impone una malintesa idea di integrazione sembra toglierci anche il coraggio dell’identità personale , e la dignità dei valori acquisiti .
Buffo :certe “vittorie” del libero pensiero ricordano il Gatto nero di Trilussa ,redarguito dal presidente del Partito (il Gatto bianco,con l’ammonizione “ché qui la pôi pensà libberamente /come te pare a te, ma a condizzione /che t’associ a l’idee der presidente /e a le proposte de la commissione!). Il quale Gatto nero , “ pe’ restà nel Libbero Pensiero/ da quela vorta nun pensò più gnente.”!
Oggi è facile augurare buon Natale , non altrettanto facile riscoprire la gioia del perchè lo si festeggi .
Allora buon Natale a tutti , ed auguri sinceri a chi…… non aspetta Natale per essere migliore . Perché ancora Dante ammoniva : “fatti non foste a viver come bruti ,ma per seguir virtute e conoscenza” . Ricordiamocelo .
Allora sei vivo giovane marpione. Buone vacanze a te.