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Porno libero in libero Stato. Bloccare la norma che vuole di fatto vietare il porno online

Una concezione dello Stato e delle leggi in cui i cittadini sono sudditi e non individui responsabili delle proprie scelte.

di Vincenzo Donvito | 21 Giugno 2020

Le emissioni pornografiche potranno essere bloccate in automatico su Internet. Blocco disattivabile solo su esplicita richiesta del titolare del contratto. L’intento, secondo il senatore Simone Pillon, sarebbe quello di tutelare i minori.
Così è previsto da un emendamento della Lega (art.7bis) “Sistemi di protezione dei minori dai rischi del cyberspazio” (1), nell’attuale testo di conversione della legge sulla Giustizia, dove il tutto va chiuso entro il 29 giugno (tempi stretti visto l’andazzo parlamentare). Ed è molto probabile che venga approvato in quanto, al momento, il nostro Parlamento esprime voto favorevole o meno solo con voti di fiducia, che se non riconosciuta aprirebbe una crisi di governo.
Sarà “interessante” verificare chi stabilirà (e quali saranno) i criteri dei contenuti da inserire in queste liste di offerte mediatiche. Rispetto a quale morale, quale ideologia, quali comportamenti. E’ evidente che il motivo che questo viene fatto per tutelare i minori non regge, visto che questi minori, per esempio, dovrebbero/potrebbero avere i loro genitori che facilmente possono avere sui loro device dei sistemi di controllo ed inibizione che si trovano ovunque.
L’intento dei proponenti è marcatamente quello di rendere difficile l’accesso, a tutti, a contenuti che secondo la loro ideologia sono riprovevoli. E’ la stessa logica di chi vuole vietare o rendere difficile l’aborto solo perché loro sono contrari a quella pratica, come hanno fatto per il divorzio e come continuano a fare per l’eutanasia o il matrimonio tra persone dello stesso sesso. Tutte opinioni e ideologie che vengono vissute dai loro fedeli solo come necessaria imposizione a chiunque altro.
Sembra di dover tornare indietro nella storia, così come sta accadendo per esempio con l’aborto farmacologico in Umbria, dove lo si è reso più complicato di quello chirurgico e così scoraggiare le donne a farne ricorso (2).
Una concezione dello Stato e delle leggi in cui i cittadini sono sudditi e non individui responsabili delle proprie scelte.
Ecco che lo slogan “Porno libero in libero Stato” ci sta proprio bene.


1 – “I contratti di fornitura nei servizi di comunicazione elettronica disciplinati dal codice di cui al decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259 devono prevedere tra i servizi preattivati sistemi di parental control ovvero di filtro di contenuti inappropriati per i minori e di blocco a contenuti riservati ad un pubblico di età superiore agli anni diciotto”; “Questi servizi devono essere gratuiti e disattivabili solo su richiesta del consumatore, titolare del contratto”. “Gli operatori di telefonia, di reti televisive e di comunicazioni elettroniche assicurano altresì adeguate forme di pubblicità di tali servizi in modo da assicurare che i consumatori possano compiere scelte informate”. “In caso di violazione degli obblighi di cui ai commi precedenti l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ordina all’operatore la cessazione della condotta e la restituzione delle eventuali somme ingiustificatamente addebitate agli utenti, indicando in ogni caso un termine non inferiore
a sessanta giorni entro cui adempiere”. (La Repubblica del 19/06/2020)

2 – https://www.aduc.it/articolo/aborto+ru486+dal+caso+umbria+bagno+nella+realta_31350.php

Vincenzo Donvito, presidente Aduc

Pubblicato in : #Pensalibero24Tag: aduc, anni, consumatori, crisi, crisi di governo, decreto legislativo, genitori, governo, la repubblica, lega, parlamento, persone, repubblica, responsabili, senatore, slogan

Info Vincenzo Donvito

Vincenzo Donvito, giornalista classe 1953, è fondatore ed animatore di Aduc (Associazione per i diritti degli utenti e consumatori), della quale è Presidente.

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