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Polveri sottili a Padova

Polveri sottili a Padova, il Comune stravede per il trasporto urbano, ma i primi responsabili dell’inquinamento dell’aria sono le attività industriali e il riscaldamento residenziale a biomassa

di Maria Grazia Lucchiari | 6 Novembre 2017

Dev’essere che viviamo in un periodo di percezioni distorte ma si è fatta strada una narrazione alterata, una sorta di distrazione di massa che proietta erroneamente sul trasporto urbano il maggior responsabile dell’inquinamento da polveri sottili. Invece è tra le ultime cause. Perchè? A chi serve? Secondo i dati della Regione Veneto, al primo posto ci sono le emissioni delle attività industriali (33%), a seguire gli impianti residenziali di riscaldamento con biomassa, legna e pellets (29%), il trasporto autostradale (11%), il trasporto extraurbano (10%), il trasporto urbano (8%), la combustione di tabacco (3%), i fuochi d’artificio (3%), agricoltura (1%). Da oltre un decennio i sindaci di Padova individuano la loro attività di contrasto all’inquinamento dell’aria su un settore che produce solo l’8% delle emissioni. Le azioni si limitano essenzialmente al traffico urbano dei veicoli più inquinanti, ad esclusione del traffico extraurbano nelle
tangenziali e in autostrada. Il riscaldamento domestico è l’altro grande responsabile della produzione di particolato (PM) e composti altamente tossici come il benzo(a)pirene e le diossine: le stufe automatiche a pellets o cippato producono le emissioni maggiori, a seguire le stufe tradizionali e i camini aperti. Anche su questo settore l’amministrazione comunale continua con azioni inefficaci che riguardano la riduzione della temperatura interna negli edifici. Bisognerebbe, in zone come le nostre, scoraggiare l’uso delle biomasse legnose e favorire tecnologie a gas o con produzione di calore da altre rinnovabili (elettriche o termiche). E invece le istituzioni locali, da anni, incentivano con contributi a fondo perduto l’acquisto di impianti a biomassa. Di questo passo con questi cattivi amministratori è evidente che cambierà ben poco, ed è peraltro assai difficile eliminare l’inquinamento prodotto da una zona industriale dentro la città con acciaierie e inceneritore inclusi.
Si tratta di dire le cose come stanno, e soprattutto di smetterla con la presa in giro delle domeniche ecologiche e le feste in bicicletta. Il sindaco e il consiglio comunale hanno la responsabilità dello stato di salute della popolazione, e Padova sta male, ha una grave malattia ai polmoni ma l’abbiamo affidata a medici che la curano per un raffreddore. Tra i morti per asma registrati in Veneto due su tre sono a Padova, lo stabilisce uno studio del direttore dell’unità di Fisiopatologia respiratoria dell’Azienda ospedaliera locale; gli attacchi di asma sono in continuo aumento, gli accessi acuti al Pronto soccorso, dal 2012 al 2014, sono passati da 304 a 395. Il Comune, nonostante sia un obbligo di legge, da oltre un decennio continua a non dotarsi della Valutazione ambientale strategica per il Piano di azione di risanamento dell’aria, sottraendo alla popolazione il diritto di partecipazione e conoscenza sul reale stato di salute del proprio ambiente e sulle azioni strutturali che si devono avviare.

Maria Grazia Lucchiari, delegata Aduc Veneto

Pubblicato in : Tutela e diritti - A cura di ADUCTag: aduc, agricoltura, amministrazione, amministrazione comunale, anni, massa, medici, polveri sottili, trasporto urbano, valutazione

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