In Francia non si discute tanto degli stipendi ma piuttosto della selezione e composizione della classe dirigente pubblica.

In Francia non si discute tanto degli stipendi ma piuttosto della selezione e composizione della classe dirigente pubblica, dato che la tradizione di proseguire la carriera politica o amministrativa a partire dalla frequenza di poche grandi scuole d’élite, come la famosa ENA, sembra creare una sorta di casta di tecnocrati, anzi di compagni di scuola, trasversale ai partiti. Certamente però meglio gli “enarchi” dei Trota senza congiuntivo! In Francia non si vedono le figuracce che capitano a tanti improvvisati analfabeti dirigenti cisalpini.
Insomma la serietà e la preparazione di una classe dirigente è un buon antidoto ai rigurgiti di antipolitica. Un altro antidoto è europeizzare il sistema: recentemente, il Parlamento Europeo ha uniformato gli stipendi degli europarlamentari, alzando il mensile a lettoni e lituani, ma abbassandoli ai pagatissimi italiani, ma soprattutto sono gli uffici di Strasburgo a pagare direttamente con regolare busta paga gli assistenti parlamentari, i tanto vituperati portaborse, umili collaboratori che tanti membri del Parlamento italiano ancora, scandalosamente, retribuiscono in nero.

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