Il Consigliere Regionale di Forza Italia Piero Pizzi interviene sulla decisione, da parte della Provincia di Pisa, di modificare lo Statuto per estendere il diritto di voto agli immigrati già dalle amministrative del 2009.
I diritti elettorali attivi e passivi verrebbero estesi agli apolidi, alle persone con cittadinanza di ciascun Paese membro dell’Unione europea e a quelle con cittadinanza di Stati extracomunitari che possiedano regolare residenza in un Comune della provincia di Pisa, in possesso della carta di soggiorno o del permesso di soggiorno da almeno cinque anni.
“È giusto riconoscere che nella nostra società esiste il problema serio dell’integrazione di persone che contribuiscono con il loro lavoro allo sviluppo della società. Tuttavia la partita dei diritti civili è delicata e non può essere affrontata semplicisticamente dando per acquisiti elementi che non lo sono, o ipotizzando soluzioni impossibili da raggiungere quali la modifica degli Statuti comunali o provinciali.
Gli Statuti sono atti importanti, fondanti per la vita democratica delle nostre istituzioni, che obbligano le amministrazioni a svolgere i loro compiti al servizio dei cittadini garantendo la legittimità e la trasparenza.
Non è accettabile che gli Statuti siano ridotti a manifesto elettorale.
È opportuno ricordare – spiega il Consigliere Regionale azzurro –, al di la delle posizioni politiche, che l’art. 48 della Costituzione riserva il diritto di voto solo ai cittadini italiani mentre, contestualmente l’art.117 stabilisce che la legislazione elettorale è materia esclusiva dello Stato.
A questi principi fondanti della Carta costituzionale – continua Pizzi – si aggiungono le decisioni del Consiglio di Stato che confermano l’impossibilità per i Comuni di decidere autonomamente sulle elezioni dei propri organi amministrativi, ivi comprese le circoscrizioni, se ad esse sono attribuite competenze di governo e di esercizio di uffici pubblici.
Debbo contestare l’assunto che nello Statuto della Regione Toscana sarebbe previsto il diritto di voto per gli extracomunirtari; lo Statuto Regionale prevede invece solo la possibilità di assumere iniziative volte a modificare la legge nazionale.
Iniziative come queste – precisa Piero Pizzi – rischiano di apparire soltanto demagogiche, specie nelle parti in cui si affermano come acquisiti diritti, da parte di cittadini extracomunitari, che sono al momento negati dalle leggi vigenti.
Le stesse comunità straniere sono molto dubbiose su iniziative di questo tipo. Loretta Caponi, Presidente del Forum delle comunità straniere in Italia , formato da immigrati extra UE, ha definito pasticciate le iniziative dei Comuni: “Non spetta agli enti Locali, ha dichiarato, deliberare su questa materia. Sul piano pratico, aggiunge, se alcuni Comuni concedessero il voto ed a altri no, si creerebbe una discriminazione assolutamente inaccettabile”.

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