• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Piccolo ricordo intimo di Eduardo Galeano

di Gennaro Carotenuto | 14 Aprile 2015

Eduardo Galeano
Un po’ m’intimoriva Eduardo Galeano, uno degli ultimi grandi cesellatori della scrittura latinoamericana, scomparso oggi a Montevideo. M’intimoriva quella statuarietà in vita, quello sguardo da attore, la grandezza mondialmente riconosciuta, la potenza e la conseguenzialità di un pensiero e di un lavoro intellettuale, quella sua capacità di svelare le contraddizioni del nostro tempo, andando sempre in direzione ostinata e contraria. Un giorno che ci ritrovammo in un caffé della città vecchia, volle però offrirmi il segreto della sua scrittura…

Prima di svelarlo, non credo sia un gran segreto, sento necessario tributare a Eduardo il merito di una parte rilevante delle scelte che ho fatto nella vita, della passione che ci metto, del sentire la memoria come un valore fondativo dell’umanità e del consumare scarpe alla ricerca di un altro mondo necessario e possibile. Già prima di attraversare l’Oceano, che nella mia storia personale non è successo né per diritto divino né parentale, ma solo per irriducibili affinità elettive, «las venas abiertas», il vero martirologio latinoamericano, e che non ho dubbi nel considerare il suo libro più importante e una lettura tuttora capitale tanto che Hugo Chávez -ese extraño dictador- volle regalarlo a Barack Obama, viveva da anni nelle mie notti e nella tasca esterna dello zaino di tutta la vita. Molti anni dopo, quando con la mia compagna di allora fummo svaligiati a La Paz, in Bolivia, avevo con me quella prima copia delle “vene” insieme al primo volume di Inventario di Mario Benedetti. Due libri con i quali non avrei paura di affrontare il destino di Robinson Crusoe. Appena tornammo a casa, a Montevideo, in autostop dalla Bolivia, il mio primo pensiero fu andare a Tristán Narvaja, la via dei librai, e sostituire quei due libri indispensabili. Da allora, anche adesso, quella copia tuttora troppo nuevita, meno ingiallita, con meno segni, sgualciture, tracce di vita e d’amore, non smette di causarmi rimpianto e la speranza che quel ladruncolo paceño ne abbia almeno fatto tesoro.

Algido lo era Eduardo, eppure fu sempre tutt’altro che scortese con me. Veniva spesso a Brecha, il settimanale al quale aveva legato buona parte della sua produzione giornalistica, lui un gigante sollecitato in tutto il mondo, dove negli ultimi anni svolgeva la funzione apparentemente modesta di garante dei lettori. Si fermava nel patio a parlare con altri grandi, i fratelli Waksman, Guillermo González, el gordo, che mi aveva introdotto in quella casa, Daniel Viglietti, voce di quella generazione. Gente che aveva pagato un prezzo altissimo al pensare differente, i Waksman fuggiti da Santiago l’11, el gordo incarcerato per anni a Libertad (solo in Uruguay il carcere può chiamarsi ‘libertà’), Eduardo stesso più volte esiliato e inseguito dal Piano Condor che temeva come un’arma distruttiva la forza della sua memoria e della sua scrittura. Scomparso Galeano, resta forse solo Viglietti. Le prime volte non mi azzardavo ad avvicinarmi, mi sentivo minuscolo, poi abbiamo cominciato a scambiare qualche parola. Un giorno, sui divani logori di Brecha, si fece raccontare nel dettaglio Genova, il G8, la Diaz, che avevo coperto integralmente.

Per il mio lavoro di ricerca, accettò di farsi intervistare. Non lì né a Malvin, dove abitava. Ci incontrammo un paio di volte in un bel bar antico della Città vecchia, il Brasilero, Ituzaingó y 25 de mayo. Nelle sue parole, nei suoi racconti sui suoi anni Settanta ritrovai tutta la fatica, il dolore, l’oscurità, di uno dei libri che più avevo amato: «días y noches de amor y de guerra».

Nella seconda occasione mi rivelò quello che considerava il segreto della sua scrittura. Mi spiegò, lui che rispondeva alle email quasi in tempo reale, (confesso che facevo fatica a credergli del tutto) di continuare a scrivere tutto a penna su piccole schede, non più grandi di un post-it, e riscrivere maniacalmente lo stesso brano: «anche tredici volte» precisò. Erano gli stessi foglietti che portava negli incontri pubblici, a più d’uno ho avuto la sorte di assistere. Calibrato nel dosare quella voce bellissima, cercava e trovava l’effetto come un Maradona che batte una punizione sapendo di poterla mettere nel sette come e quando vuole. Era a quella tecnica di riscrittura che doveva attribuirsi la bellezza, la metodicità sincronica di quei brevi paragrafi, che qualcuno trovava stucchevoli, ma che sono tradotti e amati in tutto il mondo.

Un’amica comune, che oggi mi ha subito chiamato dolente dall’altra riva del grande fiume, in quello che è un giorno di lutto, mi dice che stiamo restando soli. Non lo credo, è così tanta l’eredità che ci lasciano, Gabo, Eduardo, Don Mario e cento altri. Sta alle nostre generazioni farla fruttare.

Pubblicato in : Cultura ed eventi

Info Gennaro Carotenuto

Gennaro Carotenuto (PhD Valencia U.) è professore e ricercatore in Storia Contemporanea presso l’Università di Macerata. È stato fellow teacher presso l’Università Bocconi di Milano e research fellow presso l’Institut des hautes études d’Amérique latine dell’Università Sorbonne Nouvelle oltre che professore invitato presso università di Argentina, Cile, Uruguay, Venezuela, Tunisia.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco
  • Luca Bagatin su L’aggressione russa alla democratica Ucraina: una guerra dimenticata
  • Puccio Cartoni su Il ricatto della storia: firmare o sparire
  • Cesare Valletta su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Luisa Marzulli su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Francesco Altamore su La distanza che umilia l’Italia
  • Luca Bagatin su Netanyahu: “Israele difende anche voi”: e allora?

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti