Piccoli ingenui perché. Tra gli scrutini del liceo e i bagni degli hotel. Passando dal turismo istituzionale. Cominciamo. E’ capitato che genitori inferociti si siano fiondati in un liceo di Roma , il Newton, per insultare i professori per la bocciatura in prima liceo dei loro pargoli diletti. Chiaro. Ad ogni mamma e papà risulta incomprensibile che il proprio bravissimo bambino o ragazzino non sia idoneo a passare alla classe successiva ovvero sia bocciato, ma a volte capita. E stare dalla parte del figlio non sempre è la cosa più giusta, sia per la giustizia sia per l’educazione. Ha spiegato il preside: prima di tutto venire in classe e insultare professori e personale significa esporsi ad una querela, secondo bisognerebbe pensare che i professori non sono lì a bocciare per il gusto di bocciare ma perché non sono stati raggiunti dei risultati sufficienti. Ma sopra tutto c’è che, per il liceo scientifico, la riforma Gelmini ha introdotto, sottolinea bene il preside, più chimica e più fisica che sono scogli caratterizzanti per l’accesso alle classi superiori. Ergo: se non sei proprio adatto a fisica e chimica rischi di aver sbagliato scuola. Insomma non ti obbliga nessuno a fare il liceo, e una bocciatura non è sempre colpa di un ragazzino. Ma anche delle idee distorcenti di una famiglia. Perché prendersela con il prof quando dovresti prendertela con te stesso? Altro perché. C’è la Sicilia con la Valle dei Templi, e c’è Lampedusa, c’è la vetta delle Dolomiti e ci sono angoli imperdibili dei golfi del Tigullio e di Amalfi, c’è il Salento con il suo fascino rude e solare e c’è il mare di capo Teulada, insomma c’è una Italia magica che si promuove solo a nominarla. Ma quest’anno il governo ha pensato bene di aiutare la promozione del turismo mandando in onda fior di spot turistici. Belli non c’è dubbio e fatti anche bene. Immagini e musiche scelte da bravi sceneggiatori e montatori. Spot che faranno la felicità delle agenzie che li producono e delle televisioni che li mandano in onda perché sono spazi coperti e giro economico che si innesca. Ma siamo sicuri che basta uno spot per promuovere il turismo? Perché si affida sempre ad uno spot la funzione di salvare una situazione? Perché allora non pensare ad uno spot anche per combattere il batterio killer? Forza cetrioli. Ultimo piccolo perché. Tutti passiamo o siamo passati più o meno frequentemente in alberghi e hotel. Due, tre quattro stelle, stanza più o meno bella, cornici più o meno artistiche, pulsanti più o meno funzionali, letti più o meno comodi. Ma c’è una cosa che accomuna gli alberghi dalle due alle cinque sei stelle: il cestino di rifiuti in bagno. Spessissimo un barattolino. Perché deve essere sempre così piccolo e soprattutto là sotto il lavandino dove non arrivi neanche con le contorsioni ginniche? Misteri. E piccoli perché.
Fabrizio Binacchi

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