Si dirà che anche i giovani muoiono tutti i giorni, purtroppo, ma ci sono alcune morti che potevano essere evitate.
“Un mese fa Il consulente incaricato della perizia dalla procura, l’ingegnere Carlo Gini, ha richiamato i colleghi dandogli appuntamento per questa mattina, per mettere in funzione l’orditoio che ha stritolato e ucciso l’esile corpo della ragazza. Luana. In particolare, gli ingegneri dovranno stabilire se i sistemi di protezione (cancello e fotocellule) funzionano e se funzionavano il giorno in cui la ragazza è stata uccisa”.
Una settimana fa scompare, proprio nel senso che non si trova nè viva nè morta, la povera Saman. E qui non c’è davvero nulla da comprendere. Impossibile per la nostra formazione culturale di occidentali. Non voglio dire cristiani altrimenti si comincia a obiettare che la religione non c’entra. Infatti non c’entra. Soltanto la brutalità. E anche se non lo meritano mi viene da citare il Vate.
“Fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza”. Se Dante avesse assistito a questo orrore chi sa quale verso avrebbe partorito.
Qualche giorno fa è toccato a Camilla.
Francamente mi sento offesa dato che qualche amico, un paio, mi ha fatto capire che finalmente sono uscita dal gregge e dai lobotomizzati, favorevoli al vaccino covid 19, dato che ho trovato alcune discrepanze sull’affaire vaccini. Non ho certo la verità in tasca. Mai pensato di averla. Dunque la mia visione delle cose è molto ampia e può cambiare quando cambia angolazione. E i dubbi possono crescere o affievolirsi fino ad avvicinarsi a una pseudo verità. Con il ragionamento confortato da informazioni più o meno certe che ahime sono sempre piu nebulose.
Dumque occorre e conviene attenersi ai fatti. Non solo ai numeri e alle statistiche. E, perché no, anche alle proprie esperienze nella realtà che ci circonda.
Rifarei mille volte il vaccino AZ e farò presto la 2 dose. Il pensiero unico non lo concepisco. Da convinta vaccinista, ora si usa così, fin dall’inizio ho comunque preso le distanze dall’open day alla rinfusa, a mo’ di catena di montaggio.
Già quando Figliuolo invitava a fare le dosi che avanzavano, della serie a chi tocca tocca, avevo grandi perplessità. Figurati. Allora sì, pensai, che siamo considerati un gregge.
Chi ha fatto la prima dose ha, o avrebbe dovuto, leggere una serie di informazioni e indicazioni nonché sottoscrivere una scheda anamnestica e farmaceutica, prima di accettare. Chi non lo ha voluto fare, fatti suoi. Ma sarebbe stata comunque necessaria una brevissima anamnesi delle proprie patologie, magari aiutato dal medico di famiglia, se gli toccava, elencando i farmaci che comunemente assumeva. E parlarne, seppure brevemente, col medico vaccinatore. E sottolineo medico. A ciascuno il suo mestiere e la sua responsabilità. Per il tempo necessario per appurare eventuali indicazioni negative alla dose che si stava per inoculare.
Ma ho espresso perplessità sul vaccino ai minori, dei quali prima non si parlava. Si diceva solo di vecchi e i vecchi dovrebbero farlo tutti, a mio avviso. Sempre con le dovute cautele. Abbiamo visto portali regionali aprirsi e richiudersi all’istante. Abbiamo avuto tempi e modi per prendere visione di tutto l’ambaradan, volendo. Sappiamo bene che le case farmaceutiche si tutelano evidenziando tutti i possibili effetti collaterali, più o meno gravi. Ma questo accade per tutti i farmaci nuovi o datati, perchè il bugiardino deve contenere tutti i possibili, probabili, effetti secondari, che si sono verificati, nel mondo. E che sono stati comunicati al medico / farmacista che a loro volta li comunicano agli enti di competenza. Ecco il motivo degli enciclopedici fogli contenuti nelle scatoline, che spesso, se si ha il coraggio di leggerli raramente si riesce a reinserirli, tanto sono spessi..
Altro sono i giovani sopratutto le giovani in età fertile, che potrebbero aspettare per acquisire dati certo o vicini alla certezza.
Si sente, per gli over 60 un rafforzamento della raccomandazione. O raccomandazione rafforzata che mette ancora più in crisi e in ansia noi poveri incompetenti e profani. Altra informazione distorta e nebulosa. dopo qualche ora cambio della guardia.
Intanto nasce la vaccinazione eterologa. 1 E 2 dose diverse. Per gli under 60enni.
E le raccomandazioni rafforzate vengono tradotte in maniera perentoria.
E le persone sono sempre più confuse, quasi quanto virologi gli immunologi che, naturalmente non si trovano d’accordo sul mix da inoculare ai giovani che hanno già avuto la prima dose Astra Zeneca.
La domanda è: Sono state sottovalutate certe precauzioni preparatorie? O è stato fatto tutto in velocità come in una gara fra regioni che volevano arrivare prime?
Con tutto il rispetto per chi tratta del nostro destino, tecnici e politici, senza far nomi, ci sentiamo schiacciati fra chi vuole fare le cose in fretta e furia per mantenere certe promesse e che tentenna da mane a sera con un tira e molla insopportabile.
Chi si ravvisa batta un colpo. Sottoscrivo ancora una volta che la responsabilità è individuale e, anche se comprendiamo le difficoltà del momento, pretendiamo almeno un minimo di equilibrio.
ll ministero deve imparare ad assumersi responsabilità. Anche se è di tutta evidenza la difficoltà di gestire una campagna vaccinale in pandemia. Con le sue implicazioni. I miracoli non li fa nessuno. Si usano gli strumenti che si posseggono, anche se non sempre sono stati usati con maestria.
Del resto, modificare orientamento da parte del CTS, seguendo la ricerca, va bene ed è inevitabile , ma non quotidianamente.
Il sottosegretario alla salute Costa, non Sileri che tace, si arrampica sugli specchi. Per cercare una via di fuga.
Da sempre favorevole al vaccino, ritengo questa ultima dei ragazzi, una folle corsa senza criterio.
Non è questa la giusta e saggia raccomandazione. No all’open day. Che è stato considerato dai ragazzi, quasi una festa delle matricole. Un passaporto per tornare a vivere e a divertirsi. Invece è cosa serissima e va comunque gestita con grande circospezione e responsabilità,individuale e collettiva.
Fra la documentazione acquisita dalla procura di Genova sul caso Camilla c’è anche la lettera del Comitato tecnico scientifico inviata alle regioni che avevano deciso di procedere con gli open day. In quella lettera il Cts “non rileva motivi ostativi a che vengano organizzate iniziative quali i vaccination day”.
Tutto ciò premesso, intanto si apprende che la malattia di Camilla non era indicata sulla scheda per il medico vaccinatore
La piastrinopenia non è/ sarebbe indicata nella scheda anamnestica di Camilla, recuperata dai carabinieri del Nas, non è indicata. Lo riporta il Corriere della Sera che in un articolo in cui ricostruisce l’intera vicenda, spiega:
“La ragazza ha una malattia autoimmune che implica un basso livello di piastrine nel sangue, con certezza un fattore di rischio da tener presente prima della vaccinazione. È stata omessa? O la ragazza non ne era a conoscenza?”
Ma non è la sola domanda che si pongono gli inquirenti. Perché un altro fattore di rischio potrebbe essere stato la terapia ormonale che Camilla stava assumendo.
Spiega ancora il Corriere della Sera:
“L’altro evento che potrebbe aver avuto un ruolo ancor più grave nella catena di interazioni che hanno portato al decesso, accade quattro giorni dopo (la vaccinazione). Camilla, ragazza atletica, pallavolista, solare, impegnata nel preparare l’esame di maturità, da qualche tempo ha anche un altro piccolo problema medico, una ciste. Si potrebbe curare tra qualche mese, ma invece il 29 maggio la ragazza comincia la terapia con due farmaci: «Progynova» (ormoni) e «Dufaston» (estrogeni). Entrambe le medicine, spiega una fonte sanitaria molto vicina alla vicenda, comportano un rischio trombotico, la possibilità che entri in circolazione un trombo: che sarà poi la causa del decesso di Camilla, due giorni fa, 10 giugno, 16 giorni dopo l’«Open day» per il vaccino”.
L’inchiesta della Procura di Genova, coordinata dal procuratore Francesco Pinto cercherà di comprendere quale sia stato il nesso di causa in questa sequenza di interazioni: malattia del sangue pregressa, vaccino, successiva assunzione di farmaci a rischio. Nel quadro andrà definito anche il ruolo dei singoli medici, compreso quello del professionista che ha prescritto le medicine alla ragazza a ridosso della vaccinazione.
Leggerezza? Incuria? Incompetenza? Forse non dovrei ma non posso esimermi dal chiedermi chi ha seguito questa ragazzina, nella scelta di vaccinarsi. Ma, già. Era maggiorenne.
Carla Ceretelli

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