• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Pezzi d’Italia sempre in coda

Cercavamo una vacanza e ci troviamo spesso in un inferno. E non è sempre colpa degli altri.

di Fabrizio Binacchi | 19 Giugno 2017

Cambiano le mode ma non le abitudini estive di viaggio. Risultato? Fanno le bretelle, fanno le varianti, fanno le rotonde ma ci sono pezzi d’Italia, quasi sempre quelli, che sono sempre in coda. Di chilometri e chilometri. Svariate decine, talora, malauguratamente. Autostrade e innesti, raccordi e statali: tutti insieme al caldo e appassionatamente.

 

Nel suo piccolo, si fa per dire, gran ressa anche attorno ai laghi e ai fiumi. Provate ad andare sul Lago di Garda da Mantova in poche decine di minuti nei fine settimana.

 

Quel che occorre di tempo in un giorno normale tipo da Mantova a Peschiera mezzora quaranta minuti, nei giorni caldi occorrono due o tre ore. I prossimi week end saranno altre prove generali di una estate tutti in fila? Probabile. Quasi scontato.

 

Come mai? Perché decenni i campagne di partenze intelligenti non hanno prodotto il traffico intelligente? Perché tutti partiamo (partite) di venerdì pomeriggio e rientrate di domenica pomeriggio? Domande ancestrali, si potrebbe dire. E tutti a lamentarsi: ah non si può più andare al mare nel fine settimana, siamo rimasti fermi due ore tra Cesena e Imola. Anche poco! Ah, non si può più andare sulla Riviera Ligure: siamo rimasti fermi due ore tra Imperia e Savona, anche poco. Ah non si può più andare al Forte o a Viareggio l’altro giorno, dicono, abbiamo impiegato quattr’ ore per fare Prato Lucca. A volte, anche poco.

 

La spiegazione non è poi così difficile: svariate decine di migliaia di automobili nello stesso tratto stradale o autostradale fanno più densità rispetto a poche migliaia. Risultato: tutti rallentati, tutti fermi e poi con un incidente, tutti bloccati. E l’incidente probabilmente è provocato da una distrazione a sua volta –facile immaginarlo- provocata dall’uso dello smart in automobile.

 

L’ultima settima e l’ultimo fine settimana, come direbbero i cronisti provetti, sono state prove generale dell’esodo estivo, stereotipo ahimè, e sono stati un inno alla confusione e all’ansia da traffico bloccato. Incidenti e code su quasi tutte le strade che portano (e quindi ritornano pure) dal mare.

 

Tre ore di inferno una domenica pomeriggio tra Faenza e Imola per un tamponamento in corsia di sorpasso. Sei, sette chilometri di lamiere roventi e di sole soffocante dentro i finestrini. Bella gita. Code di ore e ore sulle autostrade liguri e una coda di sei chilometri sulla Autocamionale della Cisa tra Fornovo e Berceto, autostrada sempre un poco a rischio per la sua conformazione.

 

Code e chilometri di lamiere roventi tra Firenze  Nord e Barberino del Mugello quasi una costante, un po’ per i lavori e un po’ perché quello è il nodo scorsoio tra il centro e il nord Italia. Talora viceversa. Si passa da lì per venire da Roma e andare a Bologna Padova o Modena Milano.

 

 

Finite le scuole, passati anche gli esami, da fine giugno è e sarà  tutto un correre verso le località di turismo approfittando anche di 36 ore libere, come i permessi militari di una volta. Cercavamo una vacanza e ci troviamo spesso in un inferno. E non è sempre colpa degli altri.

 

Fabrizio Binacchi   (con Voce di Mantova)

 

Pubblicato in : CornerBlog, EditorialeTag: bologna, fine settimana, incidenti, italia, lucca, mantova, mare, milano, nord italia, Prato, roma

Info Fabrizio Binacchi

Fabrizio Binacchi, giornalista economico @Tg1, poi in giro per l’Italia a dirigere redazioni e sedi regionali. Ha realizzato e curato varie trasmissioni su @RaiUno e @RaiTre. Ha condotto Linea Verde finendo in acqua e su Striscia, Paperissima, Blob, facendo passare quel poco di popolarità dai palazzi della politica ai supermercati. Insegna in vari master, ha scritto tre libri e ha vissuto in sette città ma solo in due si trova a casa: Bologna e Firenze.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco
  • Luca Bagatin su L’aggressione russa alla democratica Ucraina: una guerra dimenticata
  • Puccio Cartoni su Il ricatto della storia: firmare o sparire
  • Cesare Valletta su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Luisa Marzulli su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Francesco Altamore su La distanza che umilia l’Italia
  • Luca Bagatin su Netanyahu: “Israele difende anche voi”: e allora?

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti