
Teheran sblocca parte dei beni congelati mentre gli inviati di Washington volano a Doha. Resta altissima la tensione sul campo e nei mercati finanziari.
Il Presidente statunitense Donald Trump e la portavoce Karoline Leavitt hanno annunciato l’inizio dei negoziati per questo martedì, confermando il volo immediato in Qatar degli inviati speciali Steve Witkoff e Jared Kushner.
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha annunciato l’imminente sblocco di 6 dei 12 miliardi di dollari di beni iraniani congelati all’estero. Questa mossa finanziaria si inserisce in un contesto diplomatico estremamente fluido e delicato per l’intero scacchiere mediorientale.
Sul fronte statunitense, la Casa Bianca sta intensificando gli sforzi diplomatici per favorire la stabilità dell’area. Gli inviati speciali Steve Witkoff e Jared Kushner sono attesi a Doha in settimana. L’obiettivo della missione in Qatar è riavviare i canali di mediazione e negoziare una de-escalation duratura.
Le persistenti tensioni geopolitiche, in particolare le minacce alla sicurezza marittima nel Mar Rosso, continuano a pesare sui mercati energetici. Le quotazioni del greggio hanno registrato un nuovo balzo in avanti sia sulle borse asiatiche che sulla piazza di New York, riflettendo i timori degli investitori per possibili interruzioni nelle forniture globali.
Non si ferma, intanto, la scia di sangue sul campo. Un recente raid aereo israeliano sulla Striscia di Gaza ha provocato la morte di tre persone. Tra le vittime accertate c’è anche un bambino, l’ennesima giovane vita spezzata in un conflitto che non accenna a placarsi.
Siamo alle solite. Si siedono a Doha, nei salotti dorati del Qatar, mentre il mondo brucia e il sangue innocente di un bambino si consuma nella polvere di Gaza. Da una parte gli inviati di Washington, dall’altra i turbanti di Teheran che intascano miliardi pur di non far saltare le rotte del petrolio. Chiamatela pure diplomazia, se avete il coraggio. Per me è solo la solita, spaventosa ipocrisia di chi baratta la vita umana con i barili di greggio e la finta pace di un memorandum d’intesa. Non c’è speranza in questi palazzi. C’è solo il silenzio complice di un Occidente che ha smarrito la propria anima.
Giuseppe Basilico

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