L’Unità, in cronaca di Bologna, ha pubblicato un intervento, a firma Paolo Serra, che dopo aver dato conto dell’ottimo stato di salute dell’aeroporto “Marconi” grazie al sostegno di quel Comune e di quella Regione che si sono ben guardati dal privatizzarlo, così prosegue testualmente: “…durante l’incontro fra i sindaci Cofferati e Domenici…..si è fatto riferimento alla veloce connettibilità di Firenze con Bologna tramite l’alta velocità ferroviaria ed alla possibilità di fare del “Marconi” l’aeroporto di Firenze, date le insuperabili limitazioni di Peretola”.
Paolo Serra, autore di quell’articolo, è stato per dieci anni vice-presidente della società aeroportuale bolognese ed è un importante esponente dei DS. Dunque, non è uno qualsiasi, né è abituato a parlare a vanvera.
Il sindaco di Firenze, Domenici, non ha smentito niente, magari per distrazione. Ma ciò è comprensibile.
E gli altri? Quelli che, ogni momento, “l’aeroporto di Firenze ve lo facciamo vedere noi”?
Gli alleati di giunta, sopratutto Margherita e SDI, che “su Peretola è colpa dei DS, noi facciamo quello che possiamo”?
I gruppi consiliari di Forza Italia, AN, UDC che fanno a gara nel rincorrere ogni bagattella, ma non trovano mai un argomento forte sul quale concentrarsi tutti assieme?
E le categorie economiche, a cominciare dalla più importante di tutte, presidiata meglio che il centro campo del Milan dai fautori della città dei cantieri, della calce e del cemento?
E gli amici dell’aeroporto, che hanno intitolato l’associazione al nome di Valentino Giannotti il quale, purtroppo, non può difendersi?
Insomma, tutti buoni a elaborare strategie e piani ma incapaci, direbbe il Presidente Ciampi, a “tenere dritta la schiena” e ribellarsi ?
Probabilmente hanno tutti famiglia e noi lo comprendiamo. Ma da ora in poi, si astengano solo dal nominarlo l’aeroporto di Firenze. Insomma, “ ci facciano il piacere…”
Pubblichiamo un intervento sull’argomento del nostro direttore Nicola Cariglia apparso su La Nazione di Firenze.
Succede spesso
Succede spesso: per fare chiarezza sul proprio cortile, bisogna guardare oltre.
Per capire cosa succede all’aeroporto di Firenze, bisogna guardare a Bologna.
Sulla cronaca bolognese dell’Unità, è stato pubblicato (il 2 novembre scorso, ma nessuno ne ha parlato qui a Firenze) un intervento, significativamente titolato “Aeroporto,momento magico”, a firma di Paolo Serra.
Vi si parla delle buone prospettive di sviluppo del “Marconi” dopo l’allungamento della pista ivi realizzato senza tanti indugi, della prospettiva di dar vita ad un’unica società per gli aeroporti dell’Emilia Romagna (l’idea era nata anche in Toscana, ma stupidamente non la si è voluta attuare), e di una politica di alleanze con altri scali italiani.
Poi, questo passo testuale: “Ma non è tutto qui: durante l’incontro fra i sindaci Cofferati e Domenici…..si è fatto riferimento alla veloce connettibilità di Firenze con Bologna tramite l’alta velocità ferroviaria ed alla possibilità di fare del “Marconi” l’aeroporto di Firenze, date le insuperabili limitazioni di Peretola”.
Sembra di essere tornati indietro di trent’anni, quando l’opposizione dell’allora PCI a realizzare un nuovo aeroporto a Firenze gli attirò l’accusa di svendere i nostri interessi a vantaggio di quelli bolognesi.
Non so se il Sindaco vorrà smentire quanto pubblicato dal giornale del suo partito. Ma, paradossalmente, poco cambierebbe.
Paolo Serra, l’autore dell’intervento sull’Unità, non è uno qualsiasi. E’ stato per dieci anni vice presidente della società aeroporto di Bologna (che i nostri cugini si sono ben guardati dal privatizzare). Ed è autorevole dirigente della Federazione DS.
Quindi, il suo intervento dimostra che è in atto una strategia “aggressiva” di Bologna e dell’Emilia nel campo dei trasporti aerei. Lì, Regione e Comune fanno giustamente i loro interessi.
Il problema è tutto nostro. Non è possibile più balbettare o giocare a nascondino.
La nostra economia, i dipendenti del Vespucci e quelli delle attività collegate hanno diritto alla chiarezza. Per gli azionisti che detengono il controllo della società, la chiarezza sulle prospettive, invece, è al tempo stesso un diritto e un dovere.
Nicola Cariglia
Gruppo dei Centouno-Toscana Futura

Caro Nicola, non so se ti piacerà il io commento, ma voglio dirti lo stesso quello che penso ora ed ho pensato da tanto e, dopo quello che ho letto dal tuo articolo sulla possibilità di trasferire l’areoporto di Firenze a Bologna da parte di Dominici, mi chiedo perchè non privilegiare Pisa? A Pisa c’è tutto il posto che vogliamo per aumentare la capacità dell’areoporto ed i collegamenti con Firenze possono essere potenziati (come era stato anni fa). Almeno Pisa è in Toscana!!
Un abbraccio. Ippolita