Mi sono fatto più volte questa domanda così semplice; la risposta che ho avuto dai media è sempre stata molto complessa. In TV, da Bianca Berlinguer, Salvini ha battibeccato con l’ennesimo giornalista che gli ribatteva che i BTP dello Stato italiano “costano” di interessi più dei crediti europei dicendo – a mio parere – molte falsità. Per analizzare una ad una queste frasi ci vorrebbero molte pagine, un vero articolo tra l’analisi pragmatica del discorso (con fatti, presupposti, obiettivi, ipotesi, scopi, strategie, tattiche e tutto l’arsenale di strumenti della filosofia del linguaggio da Austin – Searle in poi); lo studio psicanalitico del personaggio e la sua funzione in una accurata analisi socio-politica (relazione fra le parole del leader e le reazioni delle masse). Non ho il diritto di fare questo, neppure le competenze: mi limito dunque a proporre la mia interpretazione su due semplicissimi punti.
Il primo riguarda tutti i fondi europei (prestiti e doni a fondo perduto); il secondo riguarda solo i prestiti (come il MES).
I fondi europei – diversamente da molti altri fondi concessi ad esempio dallo Stato agli enti pubblici e privati in passato con obiettivi precisi – chiedono i conti. Questo significa che bisogna documentare: non è burocrazia, è chiarezza, trasparenza. La famosa troika non esiste solo in quanto tale, ma esiste soprattutto in quanto verifica della relazione fra spese fatte ed obiettivi previsti, in accordo col libero mercato competitivo, che non è quello ipotetico ma quello reale. Come potrebbe una persona (Salvini) che ci ha proposto di “avere le mani libere” (la maggioranza assoluta) solo qualche mese fa, sottostare ai controlli di altri per spendere?
Ad esempio: tutti sanno che l’Europa aveva destinato all’Italia molti fondi strutturali, e che solo una piccola parte di questi fondi (che erano e sono a fondo perduto o quasi) sono stati utilizzati. Molti fondi NON sono stati utilizzati soprattutto nel sud Italia. Perché? La scusa ufficiale è la burocrazia. Il motivo vero è che nei luoghi e contesti dove c’è bisogno di iniziative, investimenti, interventi importanti di solito il contesto sociopolitico non ama molto essere controllato dall’esterno, su tempi e metodi. Per questo sono zone, contesti, regioni a sviluppo limitato: perché non esiste da anni, forse da secoli trasparenza nella spesa pubblica e dunque vera libera collaborazione e competizione nello sviluppo delle iniziative economiche.
Il secondo motivo che mi sembra ancora più sottilmente ipocrita da parte dei sostenitori del “debito in mano agli italiani” riguarda il trasferimento oramai storico della ricchezza italiana dal pubblico (cioè da tutti gli italiani) al privato (cioè ai pochi italiani privilegiati). Questi ultimi sono stati abituati a ricevere somme faraoniche di interessi dai famosi BOT degli anni passati (ma esistono ancora? Che ignorante, non lo so! E ne sono anche fiero!). Perché questi italiani dovrebbero accontentarsi delle scarse rendite offerte dall’Europa? Non dimentichiamo che l’Italia “Stato” è fra i più poveri d’Europa, mentre l’Italia “cittadini” (alcuni!) è forse il Paese più ricco! Dunque, tanti soldi disponibili. Dunque: meglio investirli in Titoli di Stato italiani al 3% piuttosto che in obbligazioni europee allo 0,5%, no? (chiedo scusa se ho fatto errori di nomi o di cifre). Ecco il nostro capitano coraggioso Salvini che con la scusa dell’Italia libera dai vincoli europei in realtà vuole regalare il 2,5% di interesse sugli investimenti (in particolare in salute) fatti dagli italiani più privilegiati. Certo che esistono altri investimenti anche più redditizi del 3%, ma lo Stato italiano … tutto sommato è affidabile e controllato, no?
Sarei proprio felice che qualcuno mi smentisse, ma anche non essendo né economista né commercialista temo che – a parte qualche svarione tecnico – il ragionamento “sociopolitico” che ho descritto sopra non faccia una piega.
Come ho scritto tempo fa (https://www.pensalibero.it/prestiti-o-doni-europei-poco-importa-piuttosto-conta-come-gestire-i-progetti/ ), non mi basta sapere cosa fare e perché (la lista della spesa di Colao), vorrei sapere COME ! E’ questo lo spartiacque fra un passato di grande sofferenza per molti italiani ed un futuro che davvero potrebbe renderci quello che meritiamo, cioè prosperità e fiducia.
Stefano A Cerri

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