Tutti si chiedono come mai l’Italia e’ riuscita ad ottenere il 30% del totale del Recovery Fund che interessa 27 Stati. I criteri di ripartizione del fondo sono misteriosi e comunque soggettivi. Pare che si sia considerato il danno economico causato dalla pandemia nei singoli Paesi, ma non puo’ essere vero perche’ i danni non sono ancora quantificabili. La verita’ e’ che l’Unione Europea e’ come una catena la cui forza collettiva e’ determinata da quella dell’anello piu’ debole. Se salta un anello salta tutta la catena. E qual’e’ l’anello piu’ debole della catena europea? L’Italia.
Immaginiamo per un momento cosa sarebbe successo senza l’intervento collettivo europeo. L’Italia ha gia’ accumulato un deficit di bilancio di circa 150 miliardi, il PIL e relative entrate calera’ dell11-13%, il debito pubblico raggiungera’ oltre il 160% del PIL. Il tutto e’ sostenuto dal debito pubblico, i BTP. Nei mercati finanziari, come nella savana e la tundra sono in agguato i predatori, gli hedge fund, i fondi speculativi. Quando in un branco c’e’ uno che zoppica, quello diventa la preda designata, puntata, attaccata e sbranata dai predatori. Niente di immorale, e’ la legge della natura e quando noi affidiamo i nostri risparmi ai gestori, loro investono nei fondi speculativi. Quindi lo spread sui nostri BTP salirebbe di 7/8 punti fino a diventare insostenibile per le nostre casse, costringendo il governo a chiedere la rinegoziazione del debito pubblico con il Fondo Monetario Internazionale e la Banca Centrale Europea, mettendo fine al progetto europeo. Infatti l’Italia non e’ la Grecia, le conseguenze di un default italiano portebbe danni inimmaginabili all’economia mondiale, non solo recessione ma depressione.
Questo e’ il quadro che ha costretto la Merkel e Macron ad intervenire e non l’hanno fatto per solidarieta’ verso di noi, ma per i loro interessi nazionali. Il progetto europeo ha beneficiato in misura maggiore i Paesi del nord per la semplice ragione che da sempre i soldi seguono i soldi.
Quando si crea un mercato unico, come e’ avvenuto con la creazione degli USA, del Regno d’Italia e l’UE (e l’euro), aumenta la differenza tra le aree ricche e quelle piu’ povere. Inoltre, nel caso specifico dell’UE, la presenza del rischio Italia deprime l’euro con grande vantaggio per i Paesi la cui economia si basa sulle esportazioni come Olanda e Germania in particolare.
Con l’arrivo dall’Europa nei prossimi due anni di oltre 200 miliardi c’e’ sollievo, se non eu(ro)foria. La speranza e’ che buona parte di questi 200 miliardi di euro siano investiti e come tutti i buoni investimenti, il loro valore raddoppi in 10/20 anni. Ma sappiamo tutti che non sara’ cosi’.
L’Italia e’ dominata da una cupola/cappa dove interessi politici, economici, personali s’intrecciano a scapito dell’interesse generale.
L’ennesimo esempio ci viene dalla vicenda Palamara, che forse ha sorpreso qualcuno in quanto coinvolge i “custodi” della legge.
L’Italia e’ una repubblica fondata sul lavoro, ma anche sul qui pro quo, do ut des e non saranno 200 o 1000 miliardi di euro a cambiarla.
Benedetta Lagrana

Hai proprio un bel Nome e Cognome
Benedetta La Grana. complimenti.