Non è assolutamente vero che un paese per far parte dell’Europa debba spogliarsi delle sue caratteristiche ad adeguarsi passivamente a quelle che sono le disposizioni degli altri paesi facenti parte dell’Unione Europea.
Secondo me, e di questo oltre ad esserne sicuro sono anche un profondo sostenitore da anni, l’Italia per far parte dei paesi che si caratterizzano nel mondo della globalizzazione ha bisogno di liberarsi dei dogmi e dei vincoli che troppo spesso influenzano le decisioni socio-politiche chiamate a regolare la nostra vita.
Libera Chiesa in Libero Stato è il primo dei passaggi da affrontare per uscire definitivamente dal quel Medioevo sociale e politico con cui l’Italia e gli Italiani sono abituati a convivere. La Chiesa da sempre deve rendere conto al Padre Eterno mentre lo Stato deve dare conto del proprio operato ai cittadini la cui salvaguardia è fondamentale in uno stato libero e liberale. Questo oggi è ancora più evidente di ieri anche solo pensando al problema degli immigrati per i quali la Chiesa deve pronunciarsi contro ogni tipo di limitazione all’accoglienza dei poveri provenienti dalle più diverse parti del mondo mentre lo Stato non può non porre al centro della propria azione il controllo e la verifica onde evitare che l’ingresso indiscriminato possa scatenare l’odio razziale e/o comunque possa provocare disordini di qualsiasi specie e/o natura o possa limitare la sicurezza dei suoi cittadini.
In un Italia Laica Libera e Liberale non si può non concepire il ricorso alla procreazione assistita non solo come il diritto del cittadino a crearsi una famiglia ma anche al fine di distruggere quell’orribile mercato di bambini promosso e sfruttato da coloro che dell’adozione ne fanno il business del secolo; non si può e non si deve limitare lo sviluppo della ricerca scientifica al fine di migliorare la qualità della vita come non si può impedire ad un essere vivente la possibilità di disporre il proprio “Testamento biologico”.
In un Italia Laica Libera e Liberale non si può permettere l’aiuto continuo alle grandi aziende ed il completo abbandono degli artigiani, dei commercianti, degli industriali medio piccoli, degli agricoltori e dei professionisti E’ NECESSARIO FARSI PROMOTORI DI UNA MORATORIA DEL TRATTATO BASILEA 2 DI ALMENO DUE ANNI IN MODO TALE CHE LE BANCHE POSSANO FINANZIARE LE IMPRESE IN DIFFICOLTA’. E’ NECESSARIO UN PROGRAMMA CHE PREVEDA L’AGGIORNAMENTO DEGLI IMPRENDITORI RELATIVAMENTE ALLE REGOLE CHE DIRIGONO GLI SCAMBI ALL’INTERNO DELL’ UNIONE EUROPEA.
In un Italia Laica Libera e Liberale è inammissibile che nel terzo millennio non siano ancora riconosciuti i diritti delle coppie di fatto.
AUTOBIOGRAFIA di Gherardo Guazzini
Nato a Livorno il 5 maggio 1962 ho sempre vissuto a Sinalunga in provincia di Siena;
diplomato presso l’Istituto Tecnico Commerciale “Laparellai” di Foiano della Chiana;
assolto il sevizio militare con la Benemerita Arma dei Carabinieri;
dopo aver ottenuto l’iscrizione all’Albo dei Ragionieri Commercialisti ho esercitato la professione fino al 2000 anno in cui ho cessato l’attività per dedicarmi al settore turistico ricettivo aprendo un country hotel in Castelmuzio nell’immediata periferia della Val d’Orcia attività tutt’ora esercitata.
Coniugato dal 2004 con Roberta con la quale ho avuto un figlio, Elia
Politicamente impegnato fin dai tempi dell’Istituto ho sempre militato nell’area laico/liberale.
Ho rivestito la carica di Consigliere Comunale a Sinalunga per un mandato e a Trequanda dove la ricopro tutt’ora per il secondo mandato.
Sono stato iscritto al PLI per il quale ho ricoperto le cariche di Segretario Comunale, membro sia della Direzione che dell’Esecutivo Provinciale (Siena), membro del Consiglio Nazionale e della Direzione Nazionale.
Sono stato candidato oltre che per le elezioni Comunali a Sinalunga e a Trequanda anche per le elezioni Regionali Toscane nel 2005 e capolista del PLI nelle politiche del 2008.
Gherardo Guazzini

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