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Per la politica comunista i Machiavelli non servono, e per la liberale non bastano

Lo Stato liberale o si salva con la buona politica, ma soprattutto con la buona burocrazia, vale a dire con la trasformazione di tasse in servizi degni di questo nome, o è condannato al default prima e peggio di quello comunista.

di Franco Luceri | 24 Giugno 2019

A differenza dello Stato comunista datore di lavoro ed economicamente autonomo, quello liberale è come un invalido sulla sedia a rotelle, si muove a spinta, dipendendo quasi totalmente dalla produttività degli Imprenditori privati e dal buon cuore dei contribuenti.
Come dire, nel migliore dei casi lo Stato liberale si muove appoggiato al bastone della imposizione tributaria, e sempre che imprenditori e lavoratori abbiano prodotto abbastanza per mantenerlo.
Perché se per carenza di imprenditori abbondano i disoccupati, i sottoccupati e scarseggia la ricchezza tassabile, lo Stato liberale va in cancrena non potendo fare a meno di spendere a debito per mantenere i dipendenti pubblici e poi per tamponare le voragini finanziarie che si aprono anche a causa dello spread e che coinvolgono lavoratori e imprenditori.
In Italia gli unici esenti dai problemi economici sono i grossi imprenditori e i grossi banchieri che in tasca hanno 150 Passaporti cadauno e sono liberi di muoversi in giro per il mondo a caccia di paradisi fiscali,  di aiuti e profitti astronomici magari esentasse.
Ma quella gente non si lascia travolgere dall’incapacità programmatica dei politici liberali. Paga 10 di tasse, solo dove incassa 100 di aiuti ed esenzioni di Stato. Ma se rischia di fallire, delocalizza e fa fallire lo Stato.
Quindi lo Stato liberale o si salva con la buona politica, ma soprattutto con la buona burocrazia, vale a dire con la trasformazione di tasse in servizi degni di questo nome, o è condannato al default prima e peggio di quello comunista.
Perché se i grossi miliardari scappano da uno Stato in difficoltà e i piccoli istigati al suicidio da tasse rapina ci rimangono quasi sequestrati, allora vuol dire che lo Stato liberale “ben governato” ha più possibilità di quello comunista di essere produttivo e vincente nel mercato globale. Ma se la politica è liberale finta ma comunista vera, e ha solo  ricette economico-finanziarie da ospedale psichiatrico, l’esposizione al rischio default è garantita.

Franco Luceri 

Pubblicato in : #Pensalibero24Tag: datore di lavoro, italia, lavoro, Liberali, mercato, mondo, ospedale psichiatrico, tasse

Info Franco Luceri

Nato nel 1941 e residente nel Salento, dopo due anni di esperienza da dipendente, come ragioniere, passò a l’attività autonoma come agente di commercio. Sposato da 46 anni, e pensionato da 10, ormai coltiva la sua passione più grande e quasi trentennale di opinionista dilettante, apolitico e libero, iniziata nel 1987 per il Quotidiano di Lecce e poi estesa alla Gazzetta del Mezzogiorno e altri giornali nazionali o locali con interventi occasionali. Dal 2011 ha un blog personale su internet “il rebus della cultura”. E dopo varie collaborazioni sul web, è approdato, per la cortese ospitalità del Direttore Nicola Cariglia, su Pensalibero.

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