”Il dato e’ impressionante ed e’ anche la vera spiegazione del perche’ siamo in recessione”. Lo ha affermato Luigi Angeletti, segretario generale della Uil, commentando la denuncia di Confcommercio sulla pressione fiscale arrivata al 55%. ”Una economia in cui c’e’ questo livello di tassazione – ha detto, a margine dell’iniziativa ‘Per amore dell’Italia’ organizzata dal Psi a Firenze – non puo’ crescere ne’ in Italia ne’ in qualsiasi altro Paese al mondo e in nessuna epoca”. Secondo il leader della Uil, ”se vogliamo sul serio far si’ che la parola crescita non resti una parola bisogna fare solo una politica: ridurre le tasse sul lavoro. E’ l’unica soluzione. Per quanto appaia difficile e per quanto i governi non la amino. Ma questa e l’unica via d’uscita, e questo non lo dice un sindacalista, che sarebbe anche normale: lo dicono il Fmi, la Bce, tutti spiegano che l’unica soluzione e’ ridurre il costo del lavoro attraverso una riduzione delle tasse”. (ANSA).
Angeletti sicuramente sa leggere i numeri e si sarà accorto che un terzo di quel 55% è dovuto al costo della contribuzione a favore dei lavoratori, di cui gran parte è a carico delle imprese. Se la ricetta fosse, come dice lui, ridurre le tasse sul lavoro [tasse: che vuol dire?] altro che taglio delle pensioni: rischierebbero di sparire.
Angeletti sicuramente sa leggere i numeri e si sarà accorto che un terzo di quel 55% è dovuto al costo della contribuzione a favore dei lavoratori, di cui gran parte è a carico delle imprese. Se la ricetta fosse, come dice lui, ridurre le tasse sul lavoro [tasse: che vuol dire?] altro che taglio delle pensioni: rischierebbero di sparire.