• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

PENSIONI: DONNE A 65 ANNI?

Non si puo’ adempiere alle richieste dell’Europa senza seguirne i sistemi. Di Patrizia Bonaccorsi

di Patrizia Bonaccorsi | 6 Gennaio 2009

Un argomento cosi’ particolare dovrebbe essere analizzato da una commissione formata anche da donne. Il sacrificio delle donne che in Italia stanno lavorando sia in casa che fuori, in quanto lo Stato le lascia sole al proprio destino quando si parla di gravidanza e crescita dei propri figli, e’ enorme. Una donna in attesa di un figlio riceve dallo Stato un aiuto di soli cinque mesi, successivamente deve decidere se lavorare o dedicarsi alla crescita del proprio bambino e non riceve piu’ aiuti sufficienti da quando questo ha compiuto tre mesi di vita.
Il piu’ delle volte costretta a lasciare il lavoro, magari riprendendolo dopo qualche anno, poichè l’asilo avrebbe un costo superiore di quanto potrebbe guadagnare. Senza aiuto e senza assistenza la donna non ha scelta, lavorera’ per periodi limitati tenendo conto che lo Stato non considera il periodo passato a casa. E’ per questi motivi che volere equiparare l’eta’ della pensione delle donne a quella degli uomini sarebbe come voler punire le donne due volte.
La prima quando non e’ aiutata a crescere i propri figli facendo risparmiare soldi allo Stato, la seconda, nel dover rispettare gli stessi requisiti degli uomini nell’andare in pensione, pur avendo avuto compiti ben piu’ gravosi.
E’ vero che stiamo attraversando una grande crisi economica e forse per questo l’Europa ci chiede di rivedere l’eta’ pensionabile delle donne.
Ma negli altri paesi europei l’aiuto concesso alle donne nel crescere i propri figli e’ ben diverso da quello concesso in Italia.
Non si puo’ adempiere alle richieste dell’Europa senza seguirne i sistemi.
Paradossalmente si potra’ arrivare al solito “ pasticcio italiano” dove le donne che hanno avuto figli andranno via prima, le altre a 65 anni, scatenando cosi’ una divisione tra donne di serie A e donne di serie B.

Patrizia Bonaccorsi

Pubblicato in : Primo piano

Info Patrizia Bonaccorsi

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Silla Cellino

    13 Gennaio 2009 alle 00:42

    Non è certo farina del mio sacco, caro Puccio, ma un vecchio tema caro a tutto il filone riformatore giuslavoristico, che prevede un’estensione generalizzata e non clientelare degli ammortizzatori sociali ed il riconoscimento contributivo per qualsiasi forma di lavoro, svolto anche nell’ambito familiare o della solidarietà sociale, sia in forma remunerata che gratuita. Il tuo accenno all’istituto cooperativo è sicuramente in tema, anche se credo di cogliervi una critica non molto velata in termini di abusi e clientele diverse. Da condividere ovviamente.

    Rispondi
  2. Puccio cartoni

    11 Gennaio 2009 alle 23:02

    La nota mi appare brillante,caro Silla, nelle varie considerazioni . Ma da dove ti è venuta l’idea del “riconoscimento di contributi figurativi ” ,dal regime con il quale sono gratificate le Coop ?
    Purtroppo,da noi, ci sono spesso “difetti d’applicazione”,che rendono problematica ogni risoluzione.Forse perchè da tempo , rincorrendo tranquillità ed interessi personali , si è perso il senso vero della parola “responsabilità”…

    Rispondi
  3. Silla Cellino

    9 Gennaio 2009 alle 11:05

    Personalmente ritengo pretestuosa la polemica sindacale contro la parificazione dell’età pensionabile tra i sessi: credo che la Corte di giustizia europea abbia ottime ragioni per affermare che c’è una disparità
    di trattamento, così come a suo tempo aveva rilevato la medesima disparità nella vicenda delle rottamazioni bancarie.

    Oltre le argomentazioni giuridiche ci sono però da considerare le condizioni sociali entro cui l’intera materia va inquadrata. Non c’è dubbio che, a parità di condizioni di lavoro, il carico sociale, inteso come familiare,
    della donna è infinitamente più gravoso ed usurante di quello dell’uomo, non nei principi ma nelle condizioni effettive. Da qui la necessità, a mio avviso, pur a parità di condizioni giuridiche, di farsi carico di una
    diversa sistemazione della questione nell’ambito sociale.

    Così, in prima battuta, poiché il prolungamento dell’età pensionabile a 65
    anni anche per le donne costituirebbe un notevole polmone anche per l’Inps, prima che questi soldi se li sputtanino tutti da un’altra parte, si potrebbe pensare ad un loro utilizzo per consentire alle donne con figli [diciamo almeno due] di utilizzare l’istituto del part-time senza rimetterci ai fini pensionistici, con il riconoscimento di contributi figurativi come se il lavoro si fosse svolto a tempo pieno. Ovviamente lo stesso trattamento parentale potrebbe essere riconosciuto, in alternativa, anche agli uomini.

    All’Assemblea del Polo laico liberale e socialista del 1° marzo ebbi l’occasione di formulare una proposta che si muoveva nel filo di questa logica.

    Rispondi

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco
  • Luca Bagatin su L’aggressione russa alla democratica Ucraina: una guerra dimenticata
  • Puccio Cartoni su Il ricatto della storia: firmare o sparire
  • Cesare Valletta su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Luisa Marzulli su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Francesco Altamore su La distanza che umilia l’Italia
  • Luca Bagatin su Netanyahu: “Israele difende anche voi”: e allora?

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti