L’unione europea non è la dieta polacca, dove il criterio dell’unanimità portò alla dissoluzione dello stato; non ce lo ha ordinato il medico di far entrare nella UE tutti i paesi dell’est; una truffa informatica di cui pagheremo il conto.
-L’accordo sul nome di Jucker, anche se dopo qualche travaglio postelettorale, ha introdotto un principio fondamentale: che bisogna tener conto dei risultati elettorali e soprattutto che l’unione europea non è la dieta polacca, dove il criterio dell’unanimità portò alla dissoluzione dello stato: l’ultimo magnate polacco, Cameron, è rimasto isolato con la pessima compagnia dei neonazisti ungheresi
-ma anche a proposito degli ungheresi ( che non so se siano contributori o prenditori del bilancio UE), ma soprattutto degli ucraini, che sono già prenditori adesso, bisogna cominciare a pensare che non ce lo ha ordinato il medico di far entrare nella UE tutti i paesi dell’est, dove tra l’altro per ragioni di anticomunismo prevalgono spesso i conservatori che sbilanciano l’equilibrio politico europeo, per poi magari farli entrare nella NATO e accerchiare l’Unione Sovietica.
Ce lo ha forse ordinato la NATO, al cui bilancio secondo gli USA contribuiamo poco, ma bisogna mettere nel conto anche gli aiuti della UE a questi paesi. Ma soprattutto, non solo per ragioni energetiche, la UE ha bisogno di interfacciarsi con una Russia grande potenza, di enorme estensione, con molti tecnici male utilizzati, che però ha meno abitanti del Pakistan, e continua a perderne. E non solo per l’accordo energetico con la Cina è ora di finirla con una politica subordinata alle paranoie dei vecchi funzionari golpisti del dipartimento di stato USA. Coi quali si sentiva vicino il neo santo Giovanni Paolo, che in politica estera era più polacco che papa, e che è arrivato all’enormità, lui che promuoveva l’unità dei cristiani, di mandare missionari cattolici nella Russia ortodossa: una religione i cui sacramenti consideriamo validi anche per i cattolici
-sempre a proposito dei paesi dell’Est, quanto ci costano i due più scassati, Romania e Bulgaria? non solo in contributi diretti ma anche in minori introiti fiscali da parte dei pensionati UE che vanno a vivere sulle coste del Mar Nero: almeno sapere quanti sono, solo per l’Italia, il paese UE con il fisco più feroce per i pensionati, ho sentito numeri strabilianti
-ancora a proposito di Bulgaria corre voce che con una truffa informatica (in cui i rumeni sono abilissimi) siano stati portati via 2 miliardi di euro alle banche bulgare, che non sono celebri per i livelli di sicurezza: mi sa che prima o poi toccherà all’Europa pagare il conto.

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