La cronaca degli ultimi giorni è stata segnata da un grave fatto che riguarda un ragazzo di Rozzano, che all’epoca dell’abuso aveva 15 anni, ed il sacerdote don Mauro Galli. Anche se il parroco è stato condannato a sei anni e quattro mesi per abuso sessuale, siamo al primo grado di giudizio, ed è bene usare il condizionale.
Questo gravissimo atto di cronaca ripropone la questione del celibato dei preti che, a nostro giudizio, andrebbe abolito. Papa Francesco sta superando tanti tabù, ed anche a questo riguardo dovrebbe provocare una svolta e consentire ai preti di sposarsi. Abbiamo l’esempio positivo dei preti sposati appartenenti ad altri ordini religiosi, che riescono a svolgere il ruolo di buoni padri di famiglia e mariti, ed anche il ruolo del buon pastore. Un parroco, che sia anche marito e padre, può ricavare dall’esperienza familiare una conoscenza che gli conferirebbe una visione di vita quotidiana, utile alla propria missione.
I dati percentuali riguardanti i preti pedofili sono contrastanti in linea generale; la statistica riguardante l’Australia quantificata nel 7% pari a 4444 casi di abusi, perpetrati su minori, sono dati preoccupanti!
La violenza e gli abusi sono sempre aberranti, ma quando un bambino viene violato da chi dovrebbe educarlo e difenderlo, il buio più scuro cade su di noi. È come quando un cittadino fermato dalle forze dell’ordine muore massacrato.
Quando è lo stesso Stato che dovrebbe proteggere il cittadino ad essere il carnefice; quando lo stesso sacerdote che dovrebbe essere il nostro educatore diventa il violentatore, riesce veramente difficile credere in qualcosa. Chi non è stato mai toccato direttamente o indirettamente da queste tragedie, dovrebbe riflettere e pensare che può capitare a chiunque.
E allora cerchiamo di difendere i valori e la legalità. Quello che è capitato agli altri, potrebbe riguardare in futuro le nostre famiglie.
Roberto Fronzuti

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