
Il Comitato centrale del Partito comunista cinese e il Consiglio di stato hanno pubblicato un documento che prevede la classificazione degli atenei cinesi in tre tipologie: ricerca, istruzione applicata e formazione professionale. L’obiettivo è quello di porre fine alla corsa generalizzata al modello dell’università di ricerca d’élite e di adeguare l’offerta formativa alle esigenze del mercato del lavoro e della trasformazione industriale. Per le autorità, la maggior parte degli atenei sta attualmente cercando di emulare le grandi università di ricerca competitive per pubblicazioni, dottorati e finanziamenti statali, con effetti distorsivi sulla qualità della formazione pratica e professionale. Le università riceveranno standard di misurazione orientati ai contributi regionali e alla collaborazione con l’industria. Il documento è parte di un più ampio processo di riforma avviato nel 2024 e incluso nel 15° Piano quinquennale. Alcune province, tra cui Shandong, Guangdong e Sichuan, hanno già avviato sperimentazioni locali.
Cina, al via campagna per la sicurezza delle risorse minerarie strategiche
La Repubblica popolare ha varato una massiccia campagna nazionale d’esplorazione per l’estrazione di risorse minerarie ed energetiche con l’obiettivo di rafforzare la propria autosufficienza e proteggere l’economia dalle turbolenze geopolitiche globali. Il ministero delle Risorse naturali ha ribattezzato l’iniziativa “offensiva mineraria”, integrandola nel ciclo economico 2026-2030 e prevedendo la creazione di circa 300 basi strategiche per risorse carenti nel paese come petrolio, ferro, rame e alluminio, oltre al consolidamento del settore delle terre rare. L’operazione farà ricorso all’intelligenza artificiale per l’esplorazione marina e sotterranea ad alte profondità. Nel frattempo, le tensioni in Medio oriente legate al conflitto tra Usa, Israele e Iran hanno spinto Pechino a riorientare le proprie importazioni di greggio sui mercati aperti a causa del blocco delle forniture iraniane, aumentando la pressione sui mercati petroliferi internazionali.
Cina, investimenti esteri toccano il record storico di 213 miliardi di dollari
Nel 2025 gli investimenti diretti all’estero della Cina hanno raggiunto il livello record di 213,58 miliardi di dollari (+11,1% su base annua), portando lo stock totale a 3,4 mila miliardi di dollari e riposizionando il paese al secondo posto a livello globale con l’11,5% del totale. Secondo il bollettino redatto da ministero del Commercio, Ufficio nazionale di Statistica e SAFE, le imprese cinesi all’estero contavano 58 mila entità in 189 Paesi, impiegando 4,76 milioni di lavoratori (di cui 2,96 milioni locali). Secondo analisi di Caixin, l’espansione degli investimenti esteri risponde a una strategia difensiva incentrata sull’Asia per proteggere le catene di approvvigionamento dalle pressioni geopolitiche, in linea con le nuove norme del consiglio di Stato entrate in vigore a luglio per rafforzare la conformità, prevenire sanzioni estere e tutelare la sicurezza industriale nazionale.
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