
La Cina rafforza i controlli sui colossi dell’immobiliare
La Cina rafforza i controlli sulle vendite e sul finanziamento dei progetti immobiliari, per ridurre il rischio di abitazioni mai consegnate. Le nuove regole prevedono l’erogazione dei mutui agli acquirenti soltanto dopo il completamento degli immobili. Si restringe così la possibilità per i costruttori di finanziare i cantieri attraverso le prevendite. La stretta rischia di penalizzare soprattutto gli operatori privati, favorendo i gruppi statali con maggiore accesso al credito. L’obiettivo di recuperare la fiducia degli acquirenti potrebbe quindi accompagnarsi a un’ulteriore concentrazione del settore, che per decenni era cresciuto in modo esponenziale ma ampiamente deregolamentato, poggiandosi su operazioni finanziarie rischiose che hanno portato anche alla caduta di giganti come Evergrande.
Taiwan, arrivano i primi due F-16 acquistati dagli Usa nel 2019
In arrivo a Taiwan i primi due dei 66 nuovi caccia F-16V destinati a rafforzare le difese dell’isola. La vendita era stata approvata dagli Stati Uniti nel 2019, durante il primo mandato di Donald Trump. In passato si prevedeva la consegna di tutti e 66 gli aerei entro la fine del 2026, ma il programma ha accumulato ritardi. Intanto, un nuovo pacchetto di armamenti americani da circa 14 miliardi di dollari attende ancora il via libera definitivo di Washington. Il caso degli F-16V mostra perché, oltre agli annunci e alle approvazioni, vadano monitorati i tempi delle consegne effettive. Taipei attende spedizioni che coprono un valore totale superiore ai 29 miliardi di dollari.
Indonesia, 1 milione di laureati disoccupati, aziende frenano sugli investimenti
L’Indonesia sta affrontando una grave crisi occupazionale: su 7,2 milioni di disoccupati, circa un milione sono laureati. Il tasso di disoccupazione (4,9%) è il più alto tra le sei maggiori economie Asean. La Banca Mondiale segnala che la metà dei nuovi posti di lavoro creati è assorbita da settori a bassa produttività come agricoltura e ristorazione, mentre la quota di lavoratori indonesiani con reddito da ceto medio è crollata dal 14,5% del 2018 al 7,1% del 2025. Tra i fattori strutturali, l’associazione datoriale Apindo cita la crescente incertezza regolamentare che ha innescato deflussi di capitale e spinto la rupia ai minimi storici. Il 45% delle aziende intervistate esclude espansioni nei prossimi cinque anni e il 61% evita nuovi investimenti. Di fronte alla scarsità di opportunità in patria, è aumentata drasticamente la “fuga” dei lavoratori verso Giappone, Corea del Sud e Australia. Gli indonesiani residenti in Giappone, per esempio, hanno raggiunto quota 266 mila, più che quintuplicati rispetto a qualche anno prima.
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