Le convulsioni attorno al tema della legge elettorale, continue, tanto che ad ogni consultazione si tentano o si realizzano sostanziali modifiche, sono dovute ad una realtà che è sotto gli occhi di tutti ma di cui non si parla per motivi i più disparati (interesse, pudore, mancanza di serenità o serietà, etc.).
Questa realtà è la seguente: i due partiti maggiori, PDL e PD, sentono il venir meno del consenso della gente ed il fallimento del loro progetto: restare i soli partiti italiani eliminando con le buone o le cattive tutti gli altri. Già alle elezioni di nemmeno un anno, nonostante la formidabile campagna sul “voto utile”, fa raccolsero meno della metà degli aventi diritto al voto. Oggi sarebbero addirittura sotto il 40%. Ecco perché si vuole introdurre anche alle europee uno sbarramento che non ha alcuna ragione effettiva. I partiti che si contrappongono a questo disegno, che sono soprattutto di sinistra o centro-sinistra, non sono presenti in parlamento, non hanno ancora una forza sufficiente, e non riescono a trovare, al di la della opposizione allo sbarramento elettorale, intese sui grandi temi della politica italiana tali da giustificare una aggregazione valida anche per una prova elettorale.
Eppure, proprio questo tentativo liberticida potrebbe offrire l’occasione per scuotere dalle fondamenta il nostro asfittico sistema. Il richiamo allo spirito del Comitato di Liberazione Nazionale che molti fanno in questi giorni è appropriato. E potrebbe consentire esperimenti e intese capaci non solo di sventare una manovra che impoverisce ulteriormente la nostra democrazia, ma anche di sbloccare equilibri politici che hanno determinato un logoramento irreversibile della capacità di governo del Paese. Per paradossale che sembri, la partita vera è tra Golia e Davide. Gli altri, la Lega, l’ IDV, l’ UDC, che legittimamente aspirano a raccogliere qualche consenso in più dai delusi dei partiti maggiori o dai demoralizzati elettori dei partiti extraparlamentari, è come se stessero in panchina.
n. c.
PDL E PD PERDONO CONSENSI PERCIO’ VOGLIONO CAMBIARE LEGGE ELETTORALE
Eppure, proprio questo tentativo liberticida potrebbe offrire l’occasione per scuotere dalle fondamenta il nostro asfittico sistema. (n. c. )

Avevamo ragione un anno fa, sui risultati deludenti dell’accoppiata PDL-PD, si incalzi, si eviti di coinvolgere partiti (IDV, UDC, Sinistre, Lega) che non sono il problema per la nostra democrazia, anzi si ritrovino margini di collaborazione ed alleanze ove possibile. Risulta assolutamente folle immaginare che uno o due parlamentari europei (corrispondenti all’1,3% e al 2,6% possano essere meno efficienti, utili e produttivi di soggetti intruppati nei listoni nazionali PDL-PD, che in Europa dicono poco o niente); non dimentichiamo che il parlamento europeo, a differenza di quello nazionale, non ha nulla a che vedere con la governabilità.
La farsa e il gioco dei ruoli nel PD è finita:
chi vuole venga allo scoperto per tempo e prenda le distanze dalla leadership Veltroni, che scenderà sotto il 25%.
PDL e PD (essere il primo partito non conta nulla) dovranno prendere atto della progressiva disaffezione degli italiani qualora come speriamo, 25 milioni di sberle, dimostreranno che la democrazia non si divide per due.
Francesco Attolico
Democrazia Sociale Euromediterranea Puglia
attolico.dsepuglia@tele2.it
Primum vivere,suggeriva Mercanzin….è vero, l’istinto è quello ! Ma si ricordi anche il suggerimento di quell’attimo di riflessione …timeo Danaos et dona ferentes…Perchè certe mentalità “popolari” cercano una cosa sola :dominare gli altri!
Ma qui oramai siamo messi male ,e secondo me non giova cercare l’ammucchiata di salvezza…occorrerebbe promuovere con decisione il momento della riflessione. Non c’è più posto per il semplice pànico : anche questa legge sta oramai passando. Con giustificazioni d’apparenza . Perchè se è vero che quello che fa paura sono i tagli netti per i rimborsi elettorali ( soldi per ogni lista ,degenerazione tutta italica ) ,resta ancora da vedere una riduzione complessiva della spesa pubblica al riguardo !
Quello invece che nella sostanza delle cose preoccupa è la riduzione dei centri decisionali ; e non ,naturalmente ,nella fase esecutiva( procedura auspicabile ) ,ma proprio in quella decisionale .Dalla demo-crazia alla olig-archia,questo è quanto . Ed accostando la riduzione dei centri decisionali alla limitazione delle scelte elettorali ,il cerchio si chiude ! Torno a dire che sarebbe più onesto ammettere : passiamo alla alzata di mano , si fa prima ! Tenendo comunque conto che non necessariamente il “paron” debba vestire le”belle braghe bianche”…anche rosse vanno bene….Solo sostituendo alla fase dell’appartenenza selettiva ( io ero di qua,io di là ..)quella dell’impegno politico verso la ricostituzione di uno Stato democratico (inizialmente previsto dalla nostra Costituzione Repubblicana ),senza la fretta dell’ammucchiata ad ogni costo ,ma evidenziando soprattutto l’esigenza democratica ,si potrebbe ripartire seriamente. Non si tratta di annullare culture politiche in partiti fatti di nulla ,ma di affermare le stesse ,senza pregiudiziali di casacca o di gagliardetto ,in formazioni di parte (partiti ) orientate a risultati politici ben definiti e riconoscibili. Ne siamo capaci ,amici e compagni ?
Carissimo Nicola e carissimi amici di Pensalibero,
devo ammettere che non mi stupisce questa introduzione dello sbarramento al 4% per le elezioni Europee promosso da PD e PDL(con la complicità del trio Lega,IDV e UDC..e questa cosa non dovrebbe mai essere dimenticata..). Anzi mi ero stupito del fatto che a dicembre la questione fosse stata messa nel cassetto. Partiti che non rappresentano non solo più ideologie ma nemmeno idee, ben difficilmente potranno dimostrarsi sensibili ad argomentazioni che non siano meri interessi di bottega e calcoli privati. E’ già un miracolo che non siano state introdotte anche le liste bloccate. Ora vedo che diversi amici di Pensalibero si animano proponendo soluzioni per sopravvivere a questa nuova prova elettorale. La mia modesta opinione è che ben difficilmente qualsiasi delle soluzioni proposte potrà portare al risultato di superare il 4% e che quindi bisognerebbe utilizzare queste elezioni Europee per mettere un seme per il futuro. Ed un seme che possa far nascere piante sane e robuste per il futuro non può nascere con la solita soluzione pasticciata. Di pasticci è già piena la politica italiana vedi PD,PDL e IDV dove vi è dentro tutto ed il contrario di tutto. Perciò la mia modestissima proposta è che coloro che si possono riconoscere in un progetto “Partito Socialista Italiano”, legato al PSE e all’Internazionale Socialista, si presentino insieme alle elezioni Europee per porre il seme di un futuro PSI di dimensioni degne di un partito socialista(anche perchè il PD è destinato ad esplodere e a dividersi in due tronconi..). Al massimo posso immaginare un’alleanza tecnica con i Verdi creando con quest’ultimi una lista unica. Per quanto riguarda i miei amici liberali e repubblicani il mio auspicio è che si possa arrivare ad una lista PLI-PRI insieme magari ai Radicali legata alla comune appartenza ai Liberaldemocratici Europei dell’ELDR. Se vogliamo che resti qualcosa del nostro mondo liberaldemocratico e repubblicano è arrivato il momento di mettere da parte i vecchi rancori e i miseri calcoli di bottega e di provare a serrare le ultime fila rimaste in nome di un progetto unitario liberaldemocratico e repubblicano. Nella patria di Mazzini e Cavour sarebbe un delitto che queste culture politiche sparissero nel nulla o annegate in partiti fatti di nulla. Se si riuscisse a seguire questa strada di chiarezza politica di stampo europeo forse si potrebbero mettere le basi per un futuro politico migliore per l’Italia. Anche perchè Berlusconi e Veltroni non sono eterni….