Il PD non può rompere con l’IdV guidato da Di Pietro a cui fanno capo tanti attuali “Templari”, ignari del loro vero compito, affannati ad accusare Berlusconi di tutti i reati previsti dal Codice Penale e a rimproverare il PD di inciucio con il PdL.
Il perché dell’unione del PD con l’IdV è noto a tutti. Gli ex comunisti e gli ex democristiani, che formano oggi il Partito Democratico, nel 1993 sono stati salvati da Di Pietro e dal “Pool di Mani Pulite”, mentre i Partiti della prima Repubblica scomparivano dalla scena politica. L’accordo resiste ancora anche per il timore che Di Pietro possa tirar fuori qualche scheletro che danneggerebbe il PD.
Le ingiustificate e rozze provocazioni di Di Pietro contro il Capo dello Stato sono appena commentate dagli uomini del PD.
D’Alema si è limitato ad invitare Di Pietro ad essere più rispettoso nei riguardi del Capo dello Stato, che gode della stima incondizionata di tutto il Paese per compostezza, per competenza e per gran difensore della democrazia.
E’ intollerabile che un parlamentare contesti il Presidente della Repubblica di leggerezza nell’espletamento delle proprie funzioni. Secondo l’ex PM Di Pietro il Presidente Napolitano non avrebbe dovuto approvare il “Decreto Sicurezza” e il “Lodo Alfano”. Sempre lo stesso ex PM rimprovera il Capo dello Stato per non aver preso alcun provvedimento dopo la cena tra Berlusconi e due Magistrati della Corte Costituzionale.
Completa, sempre Di Pietro, la follia amletica gridando di conoscere meglio di altri la Costituzione italiana e che dal Presidente Napolitano si aspetta spiegazioni sui noti fatti e non offese.
L’Italia vive un momento difficile e di per sé pericoloso. L’autoesaltazione di taluni personaggi può scatenare l’imprevedibile e distruggere quanto faticosamente costruito dopo la dittatura fascista.
Di tanto, dovrebbe prendere coscienza il Popolo per ridimensionare democraticamente la prepotenza e l’arroganza non solo dei Di Pietro, dei Grillo, dei Travaglio, dei Direttori di giornali di sinistra, ma di tutti coloro che alimentano la protesta per risolvere propri problemi di vendetta.
Esprimere liberamente e civilmente una critica è vivere in uno stato democratico. Altra cosa è vilipendere pubblicamente e scientemente il Capo dello Stato da parte di chicchessia.
I fenomeni di degrado generale non si verificano per puro caso, ma sono il risultato di lunghi e mirati progetti sovversivi che si esternano ai momenti opportuni.
Per evitare che ciò avvenga è il caso di ripetere una frase famosa: “La peggiore democrazia è sempre da preferire alla migliore dittatura”.
Domenico Civitano

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