• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

PD e 5Stelle: campo largo o campo sbiadito?

Oggi, soprattutto in Italia, è difficile riconoscere il socialismo o la socialdemocrazia per i loro obbiettivi. Ma i 5 Stelle rappresentano sicuramente tutto ciò che i veri riformisti non sono mai stati e non saranno mai.

di Nicola Cariglia | 14 Novembre 2021

E’ buffo osservare reazioni opposte alla ipotesi dell’ingresso dei 5Stelle nel partito socialista europeo (ovvero al gruppo parlamentare di Strasburgo). Buffo perché hanno ragione coloro che storcono il naso, ma sono comprensibili anche le ragioni di chi non va tanto per il sottile.

Di Maio che cambia per l’ennesima volta casacca con disinvoltura sconcertante e ora si pittura da socialista è certo l’aspetto comico della vicenda. Ma il motivo per cui c’è anche chi considera questo passo utile e necessario per le sorti del socialismo italiano, e chissà, forse anche europeo è drammatico. Definire oggi chi è socialista e chi no, non è poi tanto facile come una volta. I connotati sono diventati sbiaditi rispetto a quando si sapeva bene cosa volevano i socialisti, soprattutto quelli che alla parola socialista aggiungevano l’aggettivo “riformista”. In Italia e in Europa erano intenti a realizzare il welfare, garantire a tutti condizioni di vita accettabili e la tutela dai bisogni primari a prescindere dalle condizioni economiche: la casa, la scuola, la salute, la cura dalle malattie, il diritto al lavoro per non parlare della libertà, la democrazia, il rispetto dei cittadini da parte dei poteri dello Stato. Questi connotati il popolo li conosceva e riconosceva perché venivano messi in pratica. Non c’era la abbondanza e varietà dei mezzi di comunicazione di oggi ma c’erano grandi uomini che spendevano tutta la loro vita per questi ideali. E tanto era il loro prestigio che, addirittura, venivano definiti apostoli: apostoli della fede socialista.

Oggi, soprattutto in Italia, è difficile riconoscere il socialismo o la socialdemocrazia per i loro obbiettivi. Da tre decenni questo spazio politico nelle istituzioni è rappresentato, più o meno degnamente, da un partito, il PD, composto dagli eredi del partito comunista e della democrazia cristiana. Così timido (e refrattario?) verso l’ipotesi socialdemocratica, che nel partito socialista europeo ce lo dovette portare Matteo Renzi, quando era segretario onnipotente e decisionista dei democratici (che non a caso non hanno mai voluto assumere una denominazione che facesse riferimento al socialismo). Dunque, oggi, solo con l’immortale verso di Eugenio Montale si potrebbe definire la condizione del socialismo: “Codesto solo oggi possiamo dirti, / ciò che non siamo, ciò che non vogliamo”. E proprio da questo punto di vista i 5 Stelle sono davvero messi male: il tifo per la decrescita felice, il giustizialismo unito al sovranismo populista, la contrarietà ai vaccini, le giravolte con discutibili dittatori tipo Maduro, o movimenti come i gillet gialli, i giri di valzer con vari gruppi del parlamento europeo tipo gli euroscettici di Nigel Farage, le strane relazioni con la Cina, dovrebbero rispecchiare abbondantemente il “ciò che non siamo, ciò che non vogliamo” dei socialisti. A meno che, il “campo largo” evocato da Letta non equivalga ad uno sbiadito campo delle nebbie.

Nicola Cariglia

Pubblicato in : Editoriale, Il punto del DirettoreTag: 5 stelle, cina, democrazia, europa, italia, lavoro, matteo renzi, parlamento, partito socialista, pd, populista, punto di vista, renzi, scuola, socialismo, socialisti, strasburgo

Info Nicola Cariglia

Nicola Cariglia ha svolto un’intensa attività giornalistica in RAI, dove entra nel 1970. Per vari anni è stato Vice Direttore della Direzione Esteri RAI (auttalmente RAI International), Direttore della Sede di Pescara e Direttore della Sede RAI per la Toscana.
Ha avuto anche una importante parentesi politico-amministrativa, ricoprendo tra gli altri incarichi quello di Vicesindaco di Firenze e Presidente della Società di gestione dell’Aeroporto di Firenze.
Dal 2002 è Presidente e co-fondatore del Gruppo dei Centouno e Direttore di PensaLibero.it
Dal 2009 è Presidente della Fondazione Filippo Turati, Ente Morale Onlus associato alle Nazioni Unite.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Gian Franco Orsini

    18 Novembre 2021 alle 21:55

    Ringrazio il direttore per il caro saluto e per la pazienza dimostrata nei miei confronti.

    Rispondi
  2. Gian Franco Orsini

    17 Novembre 2021 alle 11:51

    Ritengo che parlare oggi del M5s sia una scusa per non parlare dei reali problemi del paese. Il direttore non volendo scrivere sulla immigrazione selvaggia mi invita a farlo. Io non accetto l’invito, perchè cosa penso io, non interessa. Condivido l’azione recente del governo socialdemocratico danese, il quale, per impedire che il proprio modo di vivere venisse travolto da immigrati, (ormai al 16%), che non si vogliono integrare, ha cambiato totalmente la politica dell’accoglienza: negando gli aiuti a coloro che non lavorano, che non mandano i figli a scuola, che non imparano la lingua del paese, determinando quasi una ghettizzazione. Azione certamente pesante ma giustificata dal bisogno di integrarsi.

    Rispondi
    • n.c.

      17 Novembre 2021 alle 20:32

      Caro Gianfranco, scrivo di immigrazione tutte le volte che lo ritengo necessario. Ovviamente secondo il mio giudizio che è tutt’altro che infallibile. L’invito che ti ho fatto di scrivere tu personalmente sul tema, secondo la tua sensibilità, anch’essa fallibile, non è una provocazione. Semplicemente è un modo per riproporre la caratteristica di questo giornale che è a disposizione di tutti. In assoluta libertà. Un caro saluto.

      Rispondi
  3. Gian Franco Orsini

    16 Novembre 2021 alle 19:01

    Esiste ancora la socialdemocrazia al governo in un paese della Ue? A me sembra di no. E’ difficile che una società fondata sulla libertà e giustizia sociale possa sopravvivere ai problemi posti dalla immigrazione selvaggia e alla altrettanto selvaggia delocalizzazione delle fabbriche. Nel vicino oriente è in corso da decenni una guerra di religione. Sono integrabili questi cittadini? Oppure questi cambieranno la società che li ha accolti quando numericamente lo potranno fare. Perchè invece di parlare del M5s e del destino di questo indefinibile movimento non si affrontano i difficili problemi con i quali prima o poi dovremo fare i conti?

    Rispondi
    • n.c.

      16 Novembre 2021 alle 20:53

      Semplice, perchè farlo noi se lo potresti fare tu?

      Rispondi
  4. Giampaolo Mercanzin

    16 Novembre 2021 alle 11:27

    Ti dirò (facendoti un dispiacere) Nicola: nel lontano 1988 partecipando ad in matrimonio (ecclesiastico), ero seduto accanto al prete che aveva officiato. Ovviamente la discussione virò sulla politica. Questo religioso mi confessò che i SOCIALISTI, che avevano svolto per circa un secolo il loro ruolo riformatore, NON SERVIVANO PIU’. Ormai la cosa era di dominio pubblico. Quanta ragione aveva: noi non siamo stati in grado di diventare STATO, quello che loro invece erano. Una cosa però dimenticò, come la dimenticano i nostri “politici” di Oggi: IL SOCIALISMO E’ UN CONTINUO DIVENIRE, perché come tutte le conquiste, deve essere difeso. Non può esistere una società “octroié” i diritti si difendono e conquistano GIORNO PER GIORNO!

    Rispondi

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Leone Vincenzo su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Ugo Malasoma su Naza non è un film documento ma verità amputata
  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco
  • Luca Bagatin su L’aggressione russa alla democratica Ucraina: una guerra dimenticata

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti