
La centrale nucleare di Bushehr, in Iran, costruita con l’aiuto russo
Informazioni strettamente vicine a Hezbollah, citate dal media saudita al Arabiya, hanno sottolineato che il gruppo libanese sostenuto dall’Iran è stato di fatto preso sotto il controllo di ufficiali del corpo dei Guardiani della Rivoluzione Islamica di Teheran, mentre la repubblica islamica si prepara a un possibile conflitto con Stati Uniti e Israele. Secondo le fonti, gli ufficiali dei pasdaran, alcuni dei quali recentemente arrivati in Libano dall’Iran, hanno il compito di ricostruire le capacità militari del ‘Partito di Dio’ e hanno personalmente istruito i combattenti del gruppo in tutto il Libano. L’Iran si rifiuta di esportare le sue scorte di 300 kg di uranio altamente arricchito, ma è disposto a diluire la purezza delle scorte in Iran sotto la supervisione dell’Aiea. Lo affermano fonti iraniane citate dal Guardian che sottolinea come la proposta sarà al centro dell’offerta che Teheran dovrebbe presentare agli Usa nei prossimi giorni, mentre il presidente americano Donald Trump valuta se utilizzare la sua vasta flotta navale in Medio Oriente per attaccare l’Iran. L’Iran possiede attualmente una scorta di uranio arricchito al 60%, prossima al grado militare, ma è disposto a ridurne la purezza al 20% o meno. Si era discusso dell’invio delle scorte in Russia e del collegamento del programma di arricchimento interno dell’Iran con un consorzio estero, ma fonti iraniane insistono sul fatto che l’idea di un consorzio non sia stata ancora sollevata. Iran e Stati Uniti stanno rapidamente scivolando verso un conflitto militare, mentre svaniscono le speranze di una soluzione diplomatica alla loro situazione di stallo sul programma nucleare di Teheran. E’ quanto affermano funzionari di entrambe le parti e diplomatici nel Golfo e in Europa, citati da Reuters online. I Paesi del Golfo e Israele ora considerano un conflitto più probabile di un accordo, affermano queste fonti, con Washington che sta creando uno dei suoi più grandi dispiegamenti militari nella regione dall’invasione dell’Iraq nel 2003. Funzionari statunitensi affermano che Trump non ha ancora deciso se ricorrere alla forza militare, sebbene venerdì abbia ammesso di poter ordinare un attacco limitato per cercare di costringere l’Iran a un accordo. Il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, ha fatto sapere che Teheran non si piegherà davanti alle pressioni delle altre potenze internazionali, nel contesto dei negoziati sul nucleare con gli Stati Uniti. “Abbiamo stretto un patto con il governo: anche se tutte le potenze del mondo si opporranno ingiustamente a noi per costringerci a sottometterci, non ci arrenderemo”, ha dichiarato Pezeshkian in un discorso trasmesso dalla tv di Stato. “Non vi siete arresi alle difficoltà, e anche noi, nonostante tutti i problemi che hanno creato e le ferite inflitte alla nostra società, non ci arrenderemo ai problemi e alla coercizione, costrizioni”, ha aggiunto. L’Iran ha testato un nuovo missile navale di difesa aerea a lungo raggio, denominato ‘Sayyad-3G’, durante le esercitazioni della Marina della Guardia Rivoluzionaria nello stretto di Hormuz. Lo hanno riferito i media iraniani. Il ‘Sayyad-3G’ e’ stato lanciato dalla nave da guerra ‘Shahid Sayyad Shirazi’ nelle esercitazioni navali ‘Controllo Intelligente dello Stretto di Hormuz’, effettuate dalla Marina lunedi’ e martedi’ nella zona, secondo quanto riportato dall’agenzia Mehr. Almeno una sessantina di aerei da guerra Usa sono stati avvistati nella base giordana di Muwaffaq Salti, diventata chiave per la pianificazione militare statunitense di possibili attacchi all’Iran. E’ quanto riporta il New York Times, citando nuove immagini satellitari e dati di tracciamento dei voli. Gli studenti universitari di Teheran hanno protestato nei campus per celebrare il 40° giorno dalla morte delle persone uccise durante le proteste di gennaio. Ci sono stati degli scontri con la milizia Basij. Lo riporta Iran International, pubblicando dei video delle manifestazioni. Anche gli studenti dell’Università Tecnologica Sharif di Teheran si sono riuniti per protestare e hanno intonato lo slogan ‘libertà’ ma, secondo quanto riportato da fonti ufficiali, la protesta si è trasformata in scontri dopo che membri della milizia Basij hanno affrontato i dimostranti. I video mostrano gli studenti che cantano ‘Senza vergogna, senza vergogna’ e ‘Morte a Khamenei’ durante il raduno. Alcuni partecipanti hanno anche gridato ‘Lunga vita al Re’. La Serbia ha esortato i suoi cittadini in Iran a lasciare il Paese “il prima possibile”, dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha minacciato un’azione militare in merito al programma nucleare della Repubblica islamica.
Giuseppe Basilico

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