Non credo ci si possa rallegrare della situazione della sinistra italiana. E’ vero che PD e Sinistra Arcobaleno gridano a tutta gola che la situazione è nuova perché questa volta sono divisi e non sono più uniti. Ma non è che questo di per sé assicuri quel ripensamento della vicenda del governo Prodi 2 che invece si impone. Basta pensare al fatto che dal punto di vista della composizione questo è stato il Governo più a sinistra della storia d’Italia (per la prima volta c’era tutta la sinistra alternativa) ma che è stato altresì il governo che al momento della caduta registrava un tasso di apprezzamento molto basso. In questo senso la presentazione di liste del Partito Socialista (che ricordiamo è l’unico a fare parte attualmente del Socialismo Europeo)) può costituire una salutare provocazione nell’ambito di tutto lo schieramento che va dal centro sinistra alla sinistra italiana. Ci battiamo strenuamente per raggiungere quel 4% che, dopo che qualsiasi altra forza politica ci aveva negato l’apparentamento, costituisce la soglia per l’ingresso alla Camera dei deputati e quindi per avere voce nel massimo organismo istituzionale e rappresentativo del nostro Paese. Quello che a me preme precisare è l’utilizzazione che faremmo del nostro successo se raggiungiamo il 4%. Non certo un’utilizzazione solipsistica o parrocchiale. Faremmo qualcosa di diverso e ben più importante. Forti di un’affermazione che smentirebbe la sottovalutazione operata nei nostri confronti dal PD, riproporremmo al PD stesso non la difesa del “piccolo è bello” quanto la riaffermazione di una “sinistra nuova” (Riccardo Lombardi), cioè a dire una prospettiva unitaria non contro o a scavalco del socialismo europeo, bensì col socialismo europeo che sintetizzeremo col nome di Zapatero. Solo l’affermazione del Partito Socialista può provocare un processo di questo genere e, ne sono convinto, può interessare anche ad importanti aree della Sinistra Arcobaleno caratterizzate sia dall’interesse verso il socialismo europeo che da un ambientalismo moderno. Pur militando in campi diversi nessuno si augura la vittoria di Berlusconi: del resto la scelta di Veltroni di andare “da solo con Di Pietro” è stata sua, ma se ad una vittoria di Berlusconi corrispondesse anche la sparizione del Partito Socialista non potremmo neanche avere quella prospettiva di rivincita che ho cercato sommariamente di delineare. Come socialisti non balliamo da soli ma lavoriamo per una prospettiva che a ben vedere riguarda tutta la sinistra italiana.
Valdo Spini (lettera pubblicata sul Manifesto)

Spini dixit :“Solo l’affermazione del Partito Socialista può provocare un processo di questo genere..(appunto ,” col socialismo europeo che sintetizzeremo col nome di Zapatero” )…..”
Quindi si prefigura la affermazione di persone stantie , storicamente multiformi , della politica nostrana , in quanto infarinate da idee ,posizioni ,personaggi di altri Paesi e di altre culture.
Una esortazione alla quale appare difficile resistere !