Nella definizione gramsciana il massimalismo era una concezione che coniugava l’intransigenza con l’attendismo. Più recentemente, come anima permanente della sinistra e del movimento socialista si è attribuito al termine una condotta rivendicativa estrema di fronte a condizioni oggettive che non ne consentivano la realizzazione.
Mi viene in mente questa considerazione quando penso a Dario Franceschini nella sua nuova veste ed alla sua prima uscita politica, tendente all’introduzione di una sorta di stipendio di disoccupazione. L’obiettivo evidente è quello di galvanizzare il partito del quale è appena divenuto segretario, chiamandolo a raccolta su un tema che è sempre di sicura presa, ma che lo è ancor più nella difficile fase che stiamo attraversando, con l’intento anche di mettere al tempo stesso in stato di difficoltà il governo, appena uscito con l’accordo Stato-Regioni dall’ennesimo provvedimento in deroga in materia di ammortizzatori sociali.
Fin qui tutto bene dal punto di vista della tattica. Resta però il problema che galvanizzare il proprio partito e, en passant, raccogliere anche il consenso quasi compatto e compiaciuto delle forze a sinistra del PD non è la stessa cosa che avanzare una proposta politica, come ambirebbe un partito che continua giustamente a proporsi come alternativa di governo e per di più con vocazione maggioritaria.
Sta di fatto che tale ipotesi innanzi tutto si scontra con un problema di finanziamento dell’operazione, si cui molti hanno detto e su cui quindi non mi soffermo, tanto è banale. Ma soprattutto si trova a fare i conti, all’interno del suo stesso partito, con chi non si lascia galvanizzare facilmente e magari comincia a ripensare:
a) che una improvvisa proposta di sussidio così generalizzato fa a pugni con l’esigenza della riforma complessiva del sistema degli ammortizzatori sociali, quella riforma che tutti i governi hanno rinviato senza mai dare sull’argomento giustificazioni attendibili;
b) che la stessa proposta resta un po’ qualunquista e quindi priva di effetti reali sulla situazione del mercato del lavoro, se non viene legata ad un obiettivo concreto di risultato, che è quello del reimpiego, visto anche come forma di responsabilizzazione degli stessi lavoratori in difficoltà;
c) e infine che qualcuno nel precedente governo si è lanciato troppo in fretta in operazioni di controriforma, con particolare riferimento all’abolizione dello scalone e le pesanti conseguenze nell’ambito del reperimento delle risorse.
Quello stesso reperimento che c’invoglia ad un ultimo inciso, questa volta sulla singolare posizione di D’Alema, quando sostiene come questo sia il momento meno adatto per far ricadere sui pensionati il costo del nuovo ammortizzatore, forse immemore che il trascorso governo scaricò sulla previdenza dei precari, cioè gli outsider, l’abolizione dello scalone che premiava gli insider.
Silla Cellino

Mio dio! il triangolo no, non l’avevo considerato…beh, ti dirò subito che io non faccio proselitismo, ma penso che se devo morire da antifascista quale io sono, vorrò affogare in un mare grande, non in una pozza di 10 cm. Dunque il mio contributo politico va al PD che ora come non mai, ha bisogno di gente onesta oltre che di volti nuovi, ma qualunque partito, che non sia dello 0, andrebbe bene.
Mio dio! il triangolo no, non l’avevo considerato…beh, ti dirò subito che io non faccio proselitismo, ma penso che se devo morire da antifascista quale io sono, vorrò affogare in un mare grande, non in una pozza di 10 cm. Dunque il mio contributo politico va al PD che ora come non mai, ha bisogno di gente onesta oltre che di volti nuovi, ma qualunque partito, che non sia dello 0, andrebbe bene.
se può confortare, ci sono anch’io. E trovo che Cellino abbia ragione.
VG
ps- per quale partito dovrebbesi lavorare?
Si ci siamo. Io e te. E basta. Ti basta? :-)
Considerato che mi ero sforzato di argomentare, avrei preferito una critica piuttosto che un’invettiva. Comunque grazie lo stesso, è un segnale che ci siamo.
ps
..andate a lavorare…nel partito, s’intende!
Allora! Non vi sta mai bene niente: se non si decidono a dare un segnale sono delle nullità, se lo fanno allora GALVANIZZANO. Ma non è mica un operaio metallurgico! Facciamola finita con queste critiche fini a sè stesse, buone solo a circolare nei club londinesi dei gentiluomini di rango, con il giornale di destra nella mano sinistra ed il sigaro ( cubano) di sinistra , nella mano destra. Andate a lavorare!