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Parcere subiectis et debellare superbos

Dopo la visita di Trump si vede chiaramente come il delirio nazional-populista che devasta il nostro continente abbia poi un’origine americana di cui Trump è l’espressione ma non la causa.

di Giacomo Properzj | 23 Luglio 2018

Il presidente degli Stati Uniti Trump e il presidente della Russia Putin si sono incontrati riservatamente, alla presenza dei soli interpreti, per più di due ore che è un tempo lunghissimo per un incontro al vertice delle grandi potenze dove, in genere, tutto è già stato anticipatamente predisposto da solerti funzionari. Alla conferenza stampa, che ha seguito l’incontro, davanti a giornalisti di tutto il mondo Trump si è dimostrato assai mite nei confronti di Putin e solo alla fine della conferenza ha voluto accennare al problema della Crimea. Osservatori maliziosi, ma neanche tanto, hanno pensato che durante l’incontro “privato” Putin avrebbe potuto, col suo tatto KGB, ricordare al presidente americano operazioni fatte all’epoca in cui Trump da privato businessman si era recato in Russia per fare affari, oppure parlare del caso del cosiddetto Russiagate, cioè l’interferenza dei servizi russi nelle elezioni presidenziali americane, che sta interessando molto l’FBI in America e che viene completamente negato sia da Trump che, soprattutto, da Putin.

Poco prima a Bruxelles il presidente Trump aveva sostenuto che l’Europa, nel suo insieme, è un avversario degli Stati Uniti. A Londra si era complimentato con la presidente inglese Theresa May per la Brexit, cioè per aver lasciato l’Europa. Infine aveva decretato una serie di dazi su alcuni prodotti europei e minacciandone altri sulle importazioni di automobili. L’Italia, che è grande produttrice di componenti per automobili, ne risentirà molto di più di quanto non si creda.

Insomma il viaggio in Europa del presidente americano ha portato un notevole contributo di confusione alla già disordinata e pericolosa situazione internazionale laddove in passato l’America era stato un punto di riferimento stabile, ancorchè discutibile, per tutto l’occidente che militarmente si appoggiava alla Nato ed economicamente alla grande potenza industriale degli Stati Uniti nell’ambito del cosiddetto blocco atlantico, certamente oggi superato dagli eventi e soprattutto dalla crescita del mondo orientale (“parcere subiectis et debellare superbos”).

Dopo la visita di Trump si vede chiaramente come il delirio nazional-populista che devasta il nostro continente abbia poi un’origine americana di cui Trump è l’espressione ma non la causa. La causa è lo sviluppo della nuova economia e la regressione sociale di circa il 30% degli americani che votano per lui: in Europa anche i Paesi più stabili come la Germania sono coinvolti da processi politicamente fino ad oggi assenti e l’Inghilterra ha già ceduto uscendo dall’Europa. Il progetto degli Stati Uniti d’Europa sembra allontanarsi lasciando una confederazione di stati con interessi spesso contrastanti e che guardano soprattutto al loro interno. Anche la vecchia solidarietà atlantica ha subito un duro colpo.

Dove sta l’Italia col suo nuovo governo? Con Trump naturalmente.

Ne parleremo prossimamente.

Giacomo Properzj

Pubblicato in : #Pensalibero24Tag: bruxelles, conferenza stampa, elezioni, espressione, europa, germania, governo, italia, la germania, mondo, nato, nuovo governo, populista, putin, stati uniti, sviluppo

Info Giacomo Properzj

Giacomo Properzj Incisa Beccaria di Santo Stefano è un politico, imprenditore e giornalista italiano. E’ stato sindaco di Segrate (Milano 2 agli albori dell’avvento del quartiere residenziale realizzato dall’Edilnord di Silvio Berlusconi) e Presidente della Provincia di Milano per il Partito Repubblicano Italiano. Dirigente delle Federazioni milanese e provinciale del PRI è stato anche presidente di AEM (l’azienda elettrica municipalizzata di Milano) e di ATM (l’azienda dei trasporti pubblici del milanese).

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